Sicurezza
Pescia, al via la messa in sicurezza per la frana al San Lorenzo
La scarpata della Mammianese prima di Pietrabuona sarà ricostruita dal basso. Cantiere per due settimane col senso unico alternato, poi apertura ai tir. Infuocata assemblea al circolo
Pescia Fumata bianca per la Mammianese, che da otto giorni tiene col fiato sospeso tutta la Montagna pesciatina per la frana che martedì scorso ha visto un fronte di trenta metri della strada provinciale crollare nel fiume Pescia a causa del maltempo e dell’usura, nel tratto tra l’albergo San Lorenzo e Pietrabuona.
Dopo un inizio di settimana frenetico, con incontri e sopralluoghi con i tecnici e la ditta incaricata, ieri la Provincia di Pistoia ha stabilito che i lavori in somma urgenza cominceranno domani. Dureranno circa 10-15 giorni dopo i quali la strada sarà riaperta anche ai mezzi sopra il limite attuale di 3,5 tonnellate ma sempre con senso unico alternato regolato da semaforo nell’unica corsia rimasta “integra”. La ditta ricostruirà la scarpata dissestata dal basso, dall'alveo del fiume: scartata dunque l’ipotesi dei micropali per la stabilizzazione della frana.
È stata una vera e propria mediazione quella tra l’amministrazione provinciale e i privati, comprese le cartiere la cui attività è collegata pressoché esclusivamente dalla Mammianese. Quest’ultima componente, perseguendo l’obiettivo di evitare la chiusura totale della strada per 20 giorni come prospettato inizialmente nel caso dei lavori in somma urgenza, aveva proposto il posizionamento di un terrapieno per riallargare la carreggiata e consentire il transito durante i lavori, che tuttavia si è scoperto avrebbe richiesto anch’esso almeno due o tre giorni di strada chiusa. Alla fine, con la soluzione indicata dalla Provincia, la chiusura è stata sulla carta scongiurata. Di conseguenza, questa prima fase servirà sostanzialmente per ripristinare il passaggio di camion e bilici senza limiti di peso.
In seguito, «si procederà alla progettazione del ripristino delle regolari condizioni viarie in entrambi i sensi di marcia», fa sapere la Provincia, che per il cantiere ha reperito 150mila euro (per un intervento più strutturale ne servono 450mila). In fin dei conti, per come si era messa la situazione, non sembrerebbe che sia andata poi così male, sperando che con il cantiere non emergano imprevisti. «Che la strada non venga chiusa è un grandissimo risultato – afferma il vicesindaco di Pescia Luca Tridente – speriamo che non vengano fuori altri problemi e che i lavori procedano spediti, dando respiro alle aziende». Quanto la questione fosse vitale per l'intero territorio lo si è capito ancora di più all’assemblea pubblica che si è svolta lunedì sera al circolo Arci Agorà di Pietrabuona, partecipata dalla Provincia (col presidente Luca Marmo e la consigliera alla viabilità Lisa Amidei), dal Comune, sindaco Riccardo Franchi compreso, e da circa 250 persone da quasi tutte le località della Valleriana, tra residenti e titolari di attività. In qualche frangente i toni si sono scaldati, con qualcuno che nel chiedere la soluzione con meno disagi ha sottolineato l’inutilità dei lavori terminati a maggio nel tratto interessato dalla frana. Ma anche le posizioni di alcuni residenti, contrari al transito dei tir, e degli imprenditori che hanno ribadito l'assenza di alternative di collegamento viario.
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