Lutto
Montecatini, Fanucci: «L’apparentamento era l’unica strada. Ora lascio libertà di coscienza e di voto»
L’ex deputato arrivato terzo al primo turno delle comunali: «Formeremo un unico gruppo consiliare e un’associazione culturale»
Montecatini Non per Claudio Del Rosso, non per Luca Baroncini. Edoardo Fanucci spiega che l’unica strada possibile era l’apparentamento ufficiale. Naufragato questo, lascia libertà di coscienza e di voto al ballottaggio. «Avevamo invitato i due candidati all’evento all'Imperiale, per confrontarci sul programma e sul progetto che abbiamo presentato. I candidati non si sono presentati e questo è un fatto di cui non possiamo non tenere conto. Riteniamo che sia stata una mancanza di rispetto proprio nei confronti degli elettori. Le lettere e i messaggi che sono stati inviati non hanno chiarito i dubbi che un confronto pubblico avrebbe fatto. Ci sono degli elementi che ci dividono sia da Baroncini che da Del Rosso. Siamo alternativi non rispetto alle persone, ma ai programmi. Avevamo anche presentato alcuni punti da cui partire, quelli che potevano più unirci».
E invece emerge una profonda distanza coi due sfidanti al ballottaggio di domenica e lunedì. «Da una parte viene proposto di realizzare un cratere alla Torretta con piscine termali, quando in realtà bisogna pensare prima a finire le Leopoldine – va avanti l’ex deputato – dall'altra si investono delle risorse per mettere delle toppe alla scuola media Chini senza pensare al polo scolastico all’ex Kartos e al vecchio tiro a volo nell'area antistante alle De Amicis». «Nel nostro programma la parte più importante era racchiusa nel nostro slogan: “Montecatini Terme, il futuro è nel nome”. Volevamo rappresentare una città che senza le terme non fosse il luogo in cui vogliamo vivere. Per noi lo stabilimento Tettuccio, l'Excelsior e la Torretta sono beni strategici che devono rimanere pubblici. Non c'è asta che tenga. Esistono due livelli di prelazione, chiederemo che il Comune e la Regione facciano la propria parte, rispettando gli impegni presi. Che garantiscano che i beni non saranno solo acquistati, ma restaurati e valorizzati».
La lotta all'ultimo voto. «L'altro aspetto di questa settimana di campagna elettorale che ci ha colpito sono i toni, non sono quelli in cui ci possiamo riconoscere e che ci hanno caratterizzato – continua Fanucci – vanno a discapito della comunità e della città, da una parte demagogia e populismo, dall'altra schemi ideologici che poco hanno a che fare con le sorti della città. Abbiamo tolto i simboli di partito per parlare della città, gli altri li hanno tirati fuori in modo strumentale. Che fine hanno fatto le proposte e cosa vorrà fare il prossimo sindaco nei prossimi cento giorni?». Ancora Fanucci: «La nostra è stata una campagna elettorale straordinaria, siamo tutte persone al servizio di Montecatini Terme con il proprio lavoro, indipendenza, una forza messa al servizio della città. Per questo, appena saremo eletti in consiglio comunale, con me ci saranno Ettore Severi e Andrea Bellettini (che sarà capogruppo), costituiremo un gruppo unico. Coloro che ci sostenevano e non sono entrati in consiglio faranno sempre parte della squadra, mi riferisco a Francesca La Loggia, Massimo Brancoli, Andrea Bonvicini e tutti gli altri 48 che si sono spesi al nostro fianco. Noi viviamo per Montecatini Terme, per la politica, non di politica, per questo costituiremo un’associazione culturale». «Non ne facciamo una questione di poltrone – sottolinea – l'apparentamento ufficiale sarebbe stata l'unica strada percorribile per garantire l'incisività della nostra proposta. Le proposte dettate da regole da ‘manuale Cencelli’ ci sono estranee. La mia unica ambizione è quella di rappresentare gli elettori in consiglio comunale».
Tutti al voto comunque domenica e lunedì. «Personalmente andrò a votare e invito i cittadini ad andare, perché è un diritto ma anche un dovere – conclude Fanucci – la questione del ballottaggio ha un suo riconoscimento di legge e sono molto attento a rispettarlo. Andrò a votare e per non influenzare gli elettori non dirò chi voterò, lasciamo libertà di coscienza ai nostri sostenitori. Non ho impugnato il risultato del primo turno dicendo che è illegittimo, non voglio mettere in difficoltà la città con un commissario prefettizio, ma credo che ci siano dei problemi sui voti che ci separano dal ballottaggio, ed è per questo che andremo avanti anche di fronte al Tar dopo la proclamazione degli eletti». l
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