Sicurezza
Montecatini, Lorenzetti e pochi altri nella Fabo che si è arresa sul più bello
Le pagelle di gara-5 per il salto in A2, con Avellino che ha festeggiato la promozione al Palaterme
4 BENITES: L’immagine più struggente della serata è vederlo seduto in preda alla disperazione, con un bambino che lo abbraccia per consolarlo. Tante volte in questa stagione ha raddrizzato prestazioni altalenanti segnando i canestri nei momenti bollenti. Stavolta non trova uno spiraglio di luce in una serata di buio fitto.
5,5 CARPANZANO: 8 minuti con 4/4 ai liberi. Era difficile chiedergli di diventare protagonista in finale dopo mesi di lontananza dal campo.
4 CHIERA: non riesce mai a mettere la distanza giusta tra se e i difensori per avere tiri comodi. Quelli che tenta li sbaglia (2/11), compresi 2 tiri liberi su 3. Prigioniero della difesa di Crotti e incapace di crearsi situazioni di vantaggio in uno contro uno. Barsotti lo rimette in campo per fargli prendere la tripla del pareggio, su cui cala il sipario.
6 NATALI: segna il primo canestro (da 3) dei suoi, facendo vibrare lo scheletro del Palaterme. Si ripete poco dopo, provando a scuotere qualche compagno che ha ancora la tensione da Gara-5. Non riesce a incidere in attacco in una delle peggiori prestazioni offensive della Fabo.
5 ARRIGONI: Avellino gli lascia spazio da lontano e lo mette in difficoltà, chiudendolo bene in avvicinamento. Tiri che di solito sono telecomandati vengono risputati fuori dal ferro, esce pieno di lividi per i duelli (duri ma spesso nei limiti del regolamento) vicino ai tabelloni. Su di lui, come su Chiera, Crotti indovina la tattica alla perfezione. Con la forza della disperazione mette la testa fuori dalla sabbia nell’ultimo quarto, ma non basta per raddrizzare una gara stregata.
7 LORENZETTI: non pago dello zero su ∞ dalla media, nel primo tempo tira addirittura 3, ma cosa gli vuoi dire a uno che quando c’è da strappare palloni sotto canestro o di far arrampicare il pallone sul ferro (da vicino) ci mette un coraggio e una voglia che lo fanno crescere di 10 centimetri e di 20 chili? Se ci sono due braccia piene di muscoli che tengono aggrappata la Fabo alla partita nel terzo quarto sono le sue.
SV GIANCARLI: insieme a Lorenzetti e Dell’Uomo stringe i bulloni della difesa rossoblù nel primo tempino, gioca solo 4 minuti. Troppo poco per un giudizio.
5 DELL’UOMO: nel primo quarto, quando mani e gambe dei compagni tremano come gelatina, esce dalla panchina con la faccia di un Navy Seal in missione: con 7 punti e due penetrazioni trascina i suoi dal -7 al +3. Purtroppo da qui in poi mette la mano dento un congelatore e sbaglia lo sbagliabile. Manca in lucidità, nonostante non si arrenda mai.
6 SGOBBA: Ci prova per quanto può, segna una tripla e chiude con il 50% al tiro. C’è un po’ l’impressione che nella seconda parte del campionato non abbia avuto la possibilità di far valere il suo talento.
6,5 RADUNIC: spesso in aiuto ai compagni in difesa, paga qualcosa nello contro con Bortolin all’inizio, Barsotti punta su di lui nelle fasi roventi della partita: Matej risponde con una tripla, un rimbalzo difensivo e un 4/4 ai tiri liberi con cui firma il 63 pari. Vero: si fa vedere tardi, ma almeno si fa vedere.
5 BARSOTTI: Anche stasera non riesce a trovare le contromisure alla difesa cinica di Crotti. La sua squadra fatica sui palloni contesi come non ha fatto quasi mai, e in difesa la coperta si è rivelata corta e con qualche buco di troppo. Un finale amaro (e vale sia per lui che per tutti i giocatori) non può cancellare una stagione che resta memorabile e che ha portato Montecatini a un passo dalla A2.
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