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Monsummano, i voti a tutti i candidati in consiglio comunale

di Luca Signorini
La festa per la rielezione di De Caro (foto Nucci)
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La festa per la rielezione di De Caro (foto Nucci)

Simona De Caro ha sbaragliato gli altri candidati sindaco

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MONSUMMANO. Non c’è stata partita da nessuna parte, in nessun seggio e in nessuna frazione del comune, che sono diverse. La sindaca riconfermata Simona De Caro e le sue tre liste di supporto (Partito democratico, Simona De Caro sindaco di tutti e Insieme per De Caro sindaco) hanno sbaragliato la concorrenza senza il minimo tentennamento.

Il principale sfidante Paolo Venturini, della coalizione di centrodestra più la sua lista civica e quella di Giuseppe Mignano, si è avvicinato al massimo di trenta voti, è il caso del seggio numero 4 alla scuola Arinci all’ex tribunale di via Cavour. Nel resto delle sezioni ci sono forbici anche di centinaia di voti, a cose fatte e a numeri acquisiti non ci sarebbe stata nessuna possibilità di recupero.

I due candidati a sindaco, insomma, non si sono mai sfiorati. Per non parlare poi degli altri tre competitor di questa tornata di amministrative: a loro sono rimaste le briciole, 700 voti complessivi in tre (De Caro li ha ottenuti sommando le preferenze ricevute in tre sezioni, sulle diciannove totali dove ha sempre stravinto).

Il Partito democratico a Monsummano, nonostante la netta affermazione alle comunali, ha comunque perso voti rispetto a cinque anni fa: allora erano 3.565, sabato e domenica sono stati 2.726, dunque oltre ottocento in meno. Risultato ottimo per la lista Simona De Caro sindaco di tutti: 1.766 preferenze (il 18,99%). Rispetto invece alle europee, siamo in linea: il Pd in città ha infatti ottenuto 2.770 voti. Debacle invece per tutti i partiti di centrodestra: Fratelli d’Italia è passato da 3.138 voti per le europee a 1.168 per le comunali; la Lega da 913 a 615; Forza Italia da 764 a 481.

Quanto alla composizione del nuovo consiglio comunale. Dieci seggi alla maggioranza (oltre la sindaca) e sei all’opposizione di centrodestra, resta fuori il Movimento 5 Stelle (e anche il Pci e Forza del popolo). Sono eletti sei consiglieri del Partito democratico, nello specifico: l’assessora al sociale uscente Roberta D’Oto che è anche regina delle preferenze (ben 289), insieme a lei il già assessore e segretario di partito Andrea Mariotti (216 voti), poi Alessandra Goti (147), Alberto Bruzzani (139), Maurizio Venier (133) e Michele Gurgone (132), tutti consiglieri uscenti (Venier era presidente del consiglio comunale); tre consiglieri sono della lista Simona De Caro sindaco di tutti: con 223 preferenze Libero Roviezzo, assessore uscente allo sport iscritto a Italia Viva, Monica Marraccini (191), anche lei assessora uscente al commercio, e Paolo Papini (177); viene eletta inoltre Clarissa Petrillo, la più votata (34) della lista Insieme per De Caro sindaco. Se qualcuno di loro dovesse essere nominato assessore, ci sarebbe la surroga tra gli scranni ed entrerebbero i primi dei non eletti.

Si siedono invece sui banchi della minoranza: il candidato sindaco sconfitto Paolo Venturini, poi gli esponenti di Fratelli d’Italia Catia Romani (118 preferenze) e Matteo Magrini (109), per la Lega Simone Ciervo (73), consigliere comunale uscente di opposizione come Giuseppe Mignano, che di preferenze ne ha prese 85, e infine per la lista Venturini sindaco Luisa Bini (102 voti). Non elegge nessuno invece Forza Italia.

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