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Montecatini

L’operazione della polizia

Montecatini, portiere d’albergo rapinato mentre torna a casa, c’è un arresto: un 28enne “tradito” da una maglia da calcio

di Massimo Donati
Un arresto della polizia (foto d'archivio)
Un arresto della polizia (foto d'archivio)

La vittima è stata seguita in piena notte da due sconosciuti che gli hanno sbarrato il passo

08 giugno 2024
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MONTECATINI. Stava tornando a casa dopo il lavoro, in piena notte, quando, arrivato all’altezza del sottopassaggio autostradale di via Marruota, si è accorto che due sconosciuti lo stavano seguendo. Appena il tempo di voltarsi, e i due gli erano addosso. E quello con addosso la maglia della nazionale di calcio tunisina, ha iniziato a minacciarlo, intimandogli di dargli tutto quello che aveva in tasca. Il giovane portiere d’albergo, supplicandoli di non fargli del male, ha consegnato loro il cellulare per poi scappare via correndo fino a casa. Da dove ha telefonato alla polizia

La ricostruzione

Erano all’incirca le due della notte tra lunedì e martedì scorsi (3-4 giugno). Quello stesso pomeriggio, uno dei due rapinatori è stato notato dagli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del commissariato: inconfondibile quella maglietta con il numero 10 e il nome Khazri stampati sopra, ben visibili, tra l’altro, anche nelle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza da loro subito visionate dopo la denuncia sporta dalla vittima. E per lui sono scattate le manette. A essere sottoposto al fermo, un tunisino di 28 anni, Amin Mohamed Hammedi, richiedente asilo ospite del centro di accoglienza straordinaria allestito nell’Hotel Zenith di Montecatini. In tasca i poliziotti gli hanno immediatamente trovato il cellulare rapinato e, dopo le formalità di rito, lo hanno trasferito nel carcere di Pistoia. Il portiere di albergo vittima della rapina, lo ha inoltre riconosciuto attraverso le foto segnaletiche che gli sono state mostrate. Nessuna traccia invece del complice, anch’egli sicuramente di origini magrebine.

Cosa è successo

Come detto, il giovane stava tornando a casa a piedi in una città praticamente deserta a quell’ora tarda quando è stato affrontato dai due, che gli hanno bloccato il passo. Mentre l’altro faceva da “palo”, è stato praticamente il solo Hammedi a minacciarlo affinché gli consegnasse il telefono e, poi, gli dicesse quale era il pin per sbloccarlo. La vittima ha raccontato ai poliziotti che una volta ottenuto ciò che volevano i due si sono dimostrati subito meno aggressivi, tant’è che lui ne ha approfittato per allontanarsi piano piano da loro, per poi mettersi a correre e scappare fino a casa. Appena raccolta la denuncia, gli investigatori del commissariato hanno esaminato le registrazioni video delle telecamere che si trovano nella zona di via Marruota, cosicché, quando il pomeriggio successivo, in piazza Celli, hanno scorto quel giovane che indossava la stessa maglietta della notte precedente lo hanno immediatamente riconosciuto e lo hanno fermato. Trovandogli in tasca il cellulare del portiere d’albergo. Per poi scoprire, nel corso della perquisizione nella camera dell’hotel in cui era ospitato, sotto il materasso del suo letto, i pantaloni e la sciarpa che indossava durante la rapina.

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