Il Tirreno

Montecatini

Basket/serie B Nazionale

Montecatini, le pagelle degli Herons: Chiera una stella danzante, Arrigoni capopopolo. E Radunic l'anti-Bortolin

di Lorenzo Carducci

	Un momento della partita al Palaterme (foto Nucci)
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Un momento della partita al Palaterme (foto Nucci)

Finale playoff per l’A2: la Fabo vittoriosa in gara-2 81 a 60 conduce la serie contro Avellino per 2 a 0

5 MINUTI DI LETTURA





6 BENITES: guardando in tribuna si legge “È giunta l’ora: Big Ben non perdona”, però a differenza di gara-1 stavolta l’ora di Ben (se si parla di canestri) non arriva neanche nel finale, dove il numero 2 non è in campo e per la verità fortunatamente non ce n’è neanche bisogno. Nonostante lo 0/5 dal campo chiude comunque con 6 rimbalzi, 4 assist e una sola palla persa.

7 CARPANZANO: due palleggi arresto e tiro che ormai come i marsupi non vanno più di moda ma fanno sempre comodo. A volte esagera con la palla in mano, però ha il merito di non tirarsi mai indietro. E infatti a cavallo tra terzo e quarto quarto tampona l’attacco in calo della Fabo con viaggi in lunetta cuscinetto. A proprio agio nel giocare tanti minuti anche da play, cattura anche 4 carambole.

8,5 CHIERA: “Siamo tutti casa e Chiera” è lo striscione della serata. L’aria da santarellino ce l’ha, ma non fidarsi è d’obbligo. Un cigno che sa essere letale senza scomporsi. Come quando pronti via semina Burini sull’uscita dai blocchi e spara da tre come se fosse Ray Allen. Danza sul parquet con piroette, arcobaleni e tutto il repertorio. Si sporca le mani anche in difesa, che però non è una notizia. 22 punti con 6/9 dal campo e il 100% a cronometro fermo, 3 rimbalzi e 3 assist: gli manca solo il fiore in bocca, come i tangheri.

5,5 NATALI: esce per 5 falli avendo giocato solo 8 minuti, spezzettati qua e là. Non ha nemmeno il tempo di prendersi un tiro.

8 ARRIGONI: anche per lui c’è una dedica personale appesa alla balaustra: “Come siamo Arro-ganti”. Riprende dallo stesso stato di grazia con cui aveva guidato la rimonta vincente in gara-1. Con l’aggiunta degli effetti speciali, con due assist no look per Lorenzetti nel primo tempo e Chiera involato in contropiede nel secondo (in tutto 4 assist). Sfiora la doppia doppia con 10 punti e 9 rimbalzi, con 27 di plus minus. Preciso anche nel tiro piazzato che non sarebbe il suo forte, meno ai liberi con 2/6 dopo il 7/7 di domenica. Finte sul piede perno da ricevitore di football americano, fa praticamente sempre la cosa giusta al momento giusto. Se fossimo al bar sport si direbbe: “Questo ha già rigioato..”

7 LORENZETTI: la solita tanica di benzina fresca per la macchina Herons. Sia in marcatura dove logora gli avversari, che in attacco con quattro canestri da toro in avvicinamento di cui due appena entrato, e a rimbalzo (ne prende 5). Ad un certo punto per complimentarsi con Benites, dalla potenza va vicino a sventrarlo. La Marvel è pronta a scritturarlo come supereroe.

6,5 GIANCARLI: con tanto di step back allo scadere dei 24, imbuca il triplone del +20 che a 90 secondi dalla fine sentenza gara-2. Per il resto non mostra sempre idee chiare nell’organizzazione della manovra, ma si salva di sacrificio e quantità. Onorando la maglia come faceva Nando Labella, uno dei playmaker di sostanza più forti e benvoluti mai visti a in rossoblù, tributato dal palazzetto per essere tornato dai vecchi amici.

6,5 DELL’UOMO: come vena realizzativa in questa finale non è ancora esploso (stavolta 7 punti con 2/7 dal campo), ma non scommetteteci che le cose restino così anche al Pala del Mauro di Avellino. Di intensità in ogni caso non cala mai, soprattutto quando va in missione come pompiere su Verazzo on fire per scongiurare rischi negli ultimi minuti.

7 SGOBBA: mancava da gara-3 di semifinale con Ruvo e se è vero che nel frattempo i termali hanno sempre vinto, quando appena entrato va con la moto al ferro e segna, ci si accorge ancora di più quanto sia mancato. Dimostra di essere in condizione e come da pronostico si rivela perfetto per scardinare la difesa speculativa di Avellino: 9 punti, meglio da due (4/6) che da fuori (0/3), e 3 rimbalzi in 21’. Bentornato.

7,5 RADUNIC: scende in campo con l’obiettivo di non farsi più portare a scuola da Bortolin in post basso, lo mura più di una volta e poi lo stoppa. L'argentino chiude con 3/9 da due, rispetto al 7/7 di gara 1 tutto un altro paio di maniche. Quando nell’altra metà campo gli segna anche in faccia, il titano di Pola abbassa la mano come per dire “è troppo basso per marcarmi”. Se prenderla sul personale lo fa giocare così.. Sempre acceso in attacco, pur senza strafare (13 punti con 5/7 al tiro), si guadagna più di tre quarti di pagnotta lottando in area, come gli richiede la serie. Combattivo e maturo.

9 LARRY: carica l’ambiente che non può fare a meno della sua break dance. All’intervallo segna anche da tre. Provateci voi, mascherati da airone.

9 PUBBLICO: in quello che potrebbe esser stato per un annetto l’ultimo ballo al Palaterme prima dei lavori di ristrutturazione, Montecatini non delude superando addirittura di un centinaio di presenze (di martedì) le 2400 di domenica, altro record di “affluenza” nella settimana delle elezioni. Stavolta la spinta sonora, garantita anche dalla banda musicale, non serve per rimontare ma per far rimanere sul pezzo i Barsotti boys quando la Del Fes rientra nel secondo tempo fino a toccare il -10 a 4’ dalla fine. Gli striscioni estrosi valgono il prezzo del biglietto. Dalla curva si sente anche un coro inedito, “Siam partiti dalla C, a San Miniato in serie B, a Roma la Coppa Italia, e ora ce ne andiamo in A”. Ma manca ancora (e solo) una vittoria.

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