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Il Palaterme spinge la Fabo: nuovo record

di Lorenzo Carducci
Nella foto di Nucci/Innocenti le poltroncine stracolme domenica al Palaterme
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Nella foto di Nucci/Innocenti le poltroncine stracolme domenica al Palaterme

Gara-2 di oggi potrebbe essere l’ultima per almeno un anno in via Cimabue

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MONTECATINI. In questo momento storico, la cosa che funziona meglio di tutte a Montecatini è la pallacanestro. Lo sanno bene i candidati a sindaco Edoardo Fanucci, Claudio Del Rosso e il primo cittadino uscente Luca Baroncini, che sabato e domenica si sfideranno (della partita anche Alberto Lapenna e Franco Arena) alle elezioni comunali e che, dopo aver già presenziato spesso nelle partite casalinghe dei playoff degli Herons, domenica non si sono voluti perdere gara-1 della finale per la promozione in serie A2 contro Avellino, vinta dagli Aironi 69 a 63.

Ma ad aver avuto i soliti piani sono stati in tantissimi: la città e la Valdinievole hanno risposto come chi non vedeva l’ora. Le 1600 presenze in semifinale contro Ruvo di Puglia, in finale sono diventante 2400 (e forse qualcosa in più), che al Palaterme non si vedevano da un po’, nemmeno nei derby con Gema. E soprattutto un frastuono che negli ultimi minuti in piena rimonta si è fatto più vibrante, diventando un fattore quanto le cavalcate tutto campo di Arrigoni che sembrava Magic Johnson - dopo il "Carpa Diem" dedicato a Carpanzano (by Tirreno) sarebbe pronto anche un altro cartellone folkloristico "È arrivato l’Arro-tino" - e i canestri di attributi di Benites. Gli striscioni raccontano il sogno collettivo: "Con l’airone sopra il petto e un sogno nel cAssetto" e "Per chi c’era, c’è e ci sarà: portateci in serie A".

La sfida è bissare la cartolina degli spalti anche stasera, in una gara-2 che giocoforza per la Fabo e per la serie diventa uno spartiacque. Tutta la differenza tra prendere la volta di Avellino sul 2-0 con tre match point e farlo sull’1-1 col rischio di non tornare più al Palaterme, che peraltro per un po’ sarà un cantiere vuoto e gigantesco, per i lavori di ristrutturazione da quasi 2 milioni di euro con fondi Pnrr di cui l’inizio è atteso dopo la finale. La capienza tornerà da 2800 posti a 5000, cambieranno la copertura, l’illuminazione e tanto altro, tra cui gli spogliatoi e i bagni di servizio che allo stato attuale non sono un bel biglietto da visita (domenica ne funzionava solo uno). E naturalmente sul progetto sarà chiamato a vigilare chi otterrà più voti alle urne. Nel frattempo gli Herons potrebbero spostarsi al PalaTagliate di Lucca (anche se di ufficiale ancora non c’è niente), variabile che assieme alla "febbre" della piazza e alla prospettiva di salire di categoria, sblocca il paragone suggestivo con quello Sporting Club di fine anni Ottanta che guidato da coach Massimo Masini e con in campo i gemelli del canestro Andrea Niccolai e Mario Boni - tutti e tre domenica al palazzetto - andò in A2 nell’87 dovendosi spostare dal vecchio Palavinci al PalaTagliate, per poi stabilirsi nel nuovo Palaterme dal 1991.

Del resto anche Gema dovrà traslocare. In pratica quando stasera suonerà la sirena e la fiumana di appassionati defluirà per raggiungere i parcheggi, compreso il piano sotterraneo messo a disposizione dalla vicina Esselunga, si aprirà un bivio: un nuovo e definitivo appuntamento in gara-5 mercoledì 12 giugno, oppure i cancelli di via Cimabue si chiuderanno una momentanea ultima volta. Che per Montecatini può significare estrarre quel sogno dal "cAssetto" al Pala del Mauro di Avellino oppure doverlo richiudere, leccarsi le ferite e fare i complimenti ai padroni di casa irpini. Però questa è una di quelle volte in cui la frase fatta si riempie di senso. Perché il serpentone all’ingresso a più di un’ora dalla palla a due, il colpo d’occhio e i decibel in tribuna con tante facce che si sono "arrese" a tornare e un entusiasmo che sa sempre più di rinascita, sono già la vittoria più importante.

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