Sicurezza
Ponte all’Abate, slitta già tutto
Il sindaco di Pescia: «Non c’è ancora una data precisa di chiusura, interesseremo il prefetto» Mandara (Voltiamo Pagina): «Si assiste a uno scaricabarile tra Comune e Provincia»
Pescia La vicenda è entrata nel caos. Quando chiude totalmente al traffico il ponte all’Abate? Non si sa, anche se la Provincia di Pistoia si è azzardata a dire dopo il 10 giugno (a scuole chiuse). «Le risposte certe le può dare solo la Provincia, anche noi siamo in attesa di comunicazioni ufficiali, ancora non c’è una data certa. Come amministrazione siamo pronti a chiamare in causa e sollecitare il prefetto», ha detto giovedì in consiglio comunale il sindaco Riccardo Franchi, rispondendo a un’interrogazione di Giancarlo Mandara di Voltiamo Pagina (la discussione sul tema è durata oltre un’ora).
Se non fosse per Il Tirreno, che sull’edizione di domenica scorsa ha informato circa lo slittamento dei lavori (lo stop al traffico doveva iniziare il 20 maggio), non se ne saprebbe nulla della sorte di questo tratto di regionale Lucchese sopra il fiume Pescia, fuori Collodi, interessato da un’opera di consolidamento strutturale che costa quasi 1 milione e mezzo di euro (affidata alla ditta Intersonda srl di Castelnuovo Garfagnana).
Adesso si apprende che il cantiere è già in forte ritardo sulla tabella di marcia prevista e comunicata in un’assemblea pubblica. «Lo spostamento dei sottoservizi è iniziato – ha spiegato Franchi – ma poi alcune operazioni sono state sospese perché si renderebbe necessaria la chiusura al traffico del ponte. Deve essere effettuato il cablaggio da parte di Tim, oltre all’installazione di una cabina elettrica e di una stazione di sollevamento per acquedotto e fognatura. In seguito comincerà l’opera di consolidamento vera e propria». Ha proseguito il sindaco: «Ci adopereremo per far stringere i tempi e trovare una soluzione, anche se ci hanno assicurato che queste interruzioni non faranno rimandare la fine del cantiere. Abbiamo chiesto il posizionamento di una passerella pedonale tra le due sponde nei mesi di chiusura totale alla circolazione e i ristori per le attività commerciali colpite, e inoltre una successiva asfaltatura delle strade alternative che dovranno sopportare grossi volumi di traffico».
Così Mandara nella replica: «Difficile che questo stop non pregiudichi la data di fine lavori. Emergono in maniera lampante una serie di sviste e disattenzioni, oltre al problema dell’incertezza comunicativa e delle scarse informazioni ai cittadini. E soprattutto si assiste a uno scaricabarile tra Comune e Provincia».
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