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Basket/serie B Nazionale

Herons Montecatini, ora o mai più

di Lorenzo Carducci
Herons Montecatini, ora o mai più

Gara tre della semifinale playoff venerdì 24 maggio alle 20,30 al Palaterme. Contro Ruvo di Puglia si annuncia la presenza di almeno 2mila tifosi

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Montecatini Il basket dà e toglie secondo una meritocrazia dal fascino unico. Anche quando è crudele, il parquet ha sempre ragione. Ma nonostante l’indiscussa forza di Ruvo di Puglia, per gli Herons Montecatini e il percorso fatto, uscire 3-0 da questa semifinale playoff sarebbe una nota stonata. La Coppa Italia in bacheca, primo trofeo della storia del club, e il terzo posto nel girone A con oltre il 70% di vittorie respirando l’aria dell’anno giusto, tra le ambizioni della società, il valore della squadra e la passione di un popolo sempre più numeroso, chiamato a raccolta stasera alle 20, 30 al Palaterme per gara-3. Tornata dal PalaColombo sotto 2-0, per continuare a sognare la Fabo può soltanto vincere.

Nelle prime due gare gli aironi sono stati avanti anche di 16 e di 15 punti, entrambe le volte nel terzo quarto, poi però la Tecnoswitch in un modo o nell’altro ha sempre trovato le risorse – talento smisurato e diffuso nel roster, ma anche carattere e fisicità – per rimontare e piazzare la zampata. L’impressione è che per battere questa Ruvo e cambiare i connotati alla serie serva la partita perfetta, che i rossoblù hanno nelle corde ma non hanno ancora tirato fuori, anche per la bravura degli avversari, nonostante approccio e intensità lodevoli. Ci proveranno in un Palaterme che si preannuncia rovente, con l’impennata delle prevendite nei giorni scorsi (poltroncine esaurite) a far presagire le 2mila anime. Alla fine di cose andate nel verso sbagliato, tra responsabilità e sfortuna, ce ne sono già state tante. Per stare solo a gara-2, i falli di Arrigoni, quell’appoggio fallito da capitan Natali in contropiede per il potenziale +12, un’altra serata percentuali basse al tiro da tre, specialmente per Chiera a 2/15 dall’arco nella serie. I canestri impossibili del marziano Jackson, che forse è meglio accettare cercando di non far accendere gli altri, i vari Contento, Traini, Leggio, Ghersetti. E ancora qualche fischio dubbio come quello sulla rimessa di Benites, la riga pestata da Barsotti. Tutte immagini da lasciarsi alle spalle.

«Abbiamo fatto nel complesso due belle prove, la realtà è che ci è mancato qualcosa entrambe le volte di fronte a una squadra che ha un talento che non ha nessuno – rimette insieme i tasselli il coach degli Herons Federico Barsotti – rispetto a gara-2 dovremo limitare le palle perse, 21 sono troppe, e lottare di più quando loro diventano più aggressivi in area in attacco. Mi è dispiaciuto che abbiano avuto più energie di noi negli ultimi quarti quando invece gli outsider della serie che devono sporcarsi le mani siamo noi. Purtroppo nei momenti clou non abbiamo segnato da tre punti, speriamo di tirare meglio stavolta. Dovremo attaccare la loro zona mista senza mai smettere di circolare la palla e di farli lavorare. Comunque essere stati in partita in gara-1 col 18% da tre in gara-2 con 21 perse significa che possiamo vincere, stando più attenti e mettendo più durezza nei 40 minuti. Ognuno di noi deve dare qualcosa in più».

Il fermento della gente si è notato anche dalla presenza record di sostenitori ieri all’allenamento pomeridiano in via Cimabue. A cui peraltro ha preso parte Carpanzano, che potrebbe esordire in semifinale. Per capire quanta differenza può fare il pubblico, basta ricordarsi di gara-2 con Mestre. «Abbiamo bisogno del calore dei nostri tifosi, il nostro sesto uomo – suona la carica Barsotti – non avevamo mai perso due gare di fila in stagione, conosco i ragazzi e so che faranno una partita grandiosa: ci meritiamo di condividere con la nostra gente emozioni uniche». l


 

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