Sicurezza
Monsummano, Grotta Parlanti venduta all’asta: perché è un’operazione storica
Lo stabilimento termale e alberghiero aggiudicato a poco più di trecento mila euro: «Si tratta di imprenditori toscani che entro settembre dovranno versare il saldo»
MONTECATINI. Poco più di trecentomila euro, per l’esattezza 336.750, il prezzo di una villa o di un appartamento di lusso dalle nostre parti. La Grotta Parlanti dopo quindici anni (e almeno venti tentativi) di aste giudiziarie andate a vuoto - e oltre vent’anni di chiusura - ha trovato una nuova proprietà. Passerà alla storia di Monsummano e della Valdinievole la procedura di vendita che mercoledì 8 maggio anno domini 2024 ha visto aggiudicare il complesso termale e alberghiero a un gruppo toscano, questo è ciò che per ora trapela.
Il prezzo base era di 449mila euro e gli unici offerenti non hanno avuto concorrenti: l’aggiudicazione è avvenuta infatti sull’offerta minima prevista dall’incanto. Sconosciuto e top secret il nome del nuovo proprietario. Per conoscere i dati esatti e anche gli intenzioni degli aggiudicatari bisognerà aspettare almeno fino a settembre, tempi tecnici per completare il pagamento al tribunale e per ottenere il decreto di trasferimento, pena l’ipotesi di turbativa d’asta.
Lo spiega il delegato alla vendita Nino Maffia, il commercialista con studio a Massa e Cozzile che ha curato le operazioni. «Di fatto – afferma il professionista – la procedura è ancora ferma. È vero, c’è stata l’assegnazione, ma per il pagamento definitivo ci sono ancora alcuni mesi di tempo. Non voglio rivelare nulla fino a quel momento. Posso soltanto dire che si tratta di imprenditori italiani e per l’esattezza toscani». «È stata una lunga strada giudiziaria – prosegue – personalmente ho seguito sette tentativi di vendita. Senza considerare quelli che erano stati fatti precedentemente dal notaio Marrese. Non ho mai avuto contatti di alcun genere con gli acquirenti, quindi non posso dire che cosa abbiano in mente di realizzare. Questo immobile in origine era stato messo in vendita a quasi dieci milioni (8,8 milioni nella prima asta del 2009, ndr). Poi anno dopo anno a causa dell’incuria e dello stato di abbandono il suo valore era sceso a due milioni e mezzo. Alla cifra di adesso me lo aspettavo che l’asta stavolta potesse andare a buon fine».
Va avanti il commercialista: «Prima del Covid c’era stato un progetto che prevedeva un’operazione diversa che poi non si è concretizzata. Ad oggi abbiamo questo nuovo soggetto che ha partecipato all’asta e se lo è assegnato. Nel momento in cui avrà pagato totalmente potrò rivelare tutto con il decreto di trasferimento che sarà un atto pubblico». Per ora è stata depositata la cauzione del 10% dell’offerta, 36.750 euro. «Nel caso non venisse effettuato nei termini il saldo – spiega Maffia – oltre alla cauzione il compratore perderebbe la possibilità da parte della curatela di azionarsi per il mancato guadagno. Se dovessimo venderla a 200mila dovrebbe versare la differenza. E ci sarebbe l’azione del risarcimento del danno. Dunque finché non arrivo al decreto di trasferimento per me è una procedura in itinere. Oggi sono già però contento nel vedere che qualcuno si è fatto avanti e se la è assegnata. Spero di arrivare presto al trasferimento».
In un momento di crisi del termalismo, con tutto il patrimonio immobiliare delle vicine Terme di Montecatini spa in vendita all’asta il 16 luglio, l’acquisto ad una cifra da considerarsi simbolica della Grotta Parlanti segna uno spartiacque. Dimostra che c’è chi crede ancora nella possibilità di investire nel termalismo, perché l’impegno vero arriverà nella ristrutturazione e nella futura destinazione. «Spero sinceramente che venga fatto qualcosa, qualsiasi cosa, ma con diretto beneficio per tutta la collettività», sottolinea il delegato alla vendita.
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