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Montecatini, violenza sessuale sulla figlia: barista rinviato a giudizio. Gli abusi da quando aveva 17 anni

di Massimo Donati
Foto d'archivio
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Foto d'archivio

L’uomo è accusato anche di maltrattamenti e lesioni personali

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MONTECATINI. Un rapporto inizialmente caratterizzato da solo da una gelosia morbosa nei suoi confronti, che spesso sfociava in liti furibonde, schiaffi e a volte anche pugni sul volto della figlia, quando quest’ultima non rispettava il suo volere, frequentando amici che a lui non andavano a genio oppure tornando a casa a notte fonda. Ma da quando lei aveva compiuto 17 anni, c’era stato molto di più. La prima volta in cui la ragazza aveva dovuto sottostare ai desideri da parte del padre era stato durante il lockdown per il Covid, poi le violenze sessuali si era susseguiti con sempre maggiore frequenza, ripetendosi fino a quattro alla settimana. Senza che lei riuscisse a ribellarsi. Fino a quando, dopo aver subito l’ennesima aggressione fisica, aveva deciso di andarsene di casa per andare a vivere con il fidanzato, verso la fine del novembre 2022.

L’altra mattina, accusato di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, l’uomo – un barista 42enne di cui non pubblichiamo le generalità per tutelare la parte offesa – è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Pistoia. Difeso dall’avvocato Benedetta Berardinelli, dovrà comparire davanti al tribunale collegiale il prossimo 20 novembre.

Come detto, era stato dopo l’ultima aggressione, in cui il padre l’aveva colpita con cinque pugni in faccia, all’interno di un bar, che la ragazza aveva deciso di andarsene di casa, lasciando Montecatini. Ma neppure dopo che si era trasferita dal fidanzato il padre l’aveva lasciata in pace, continuando a cercarla. Per quello aveva deciso di andare dai carabinieri per sporgere denuncia.

Inizialmente però non aveva trovato il coraggio di raccontare tutto quello che aveva dovuto subire, limitandosi alla gelosia e alle botte, al rapporto caratterizzato dal desiderio di controllo ossessivo che il padre aveva con lei e non con le sue sorelle e suoi fratelli. Solo alla terza integrazione di denuncia – e dopo che i carabinieri avevano già raccolto la testimonianza del fidanzato sulle confidenze ricevute da lei – lo scorso novembre la ragazza aveva raccontato anche dei tanti rapporti sessuali avuti con il padre. A partire da quel primo approccio da parte dell’uomo quando erano sul divano a guardare un film in tv, entrambi un po’ alticci. Ai militari dell’Arma, scoppiando poi in lacrime, aveva spiegato di non essere riuscita a reagire le prime volte perché sotto choc, per poi arrivare a considerare quella “cosa” come quasi normale visto lo strettissimo rapporto che c’era fra di loro. In più c’era il timore di non contraddire il padre, per non scatenare la sua ira, e anche quello di confidarsi con i fratelli per paura di essere da loro giudicata e isolata. Pur con la consapevolezza che quello che stava succedendo era sbagliato e che avrebbe dovuto mettervi fine. Anche se ciò avrebbe portato gravi conseguenze per il padre.

La ragazza aveva trovato la forza di confidarsi con la sorelle e con il fidanzato soltanto dopo che era andata via di casa e aveva quindi deciso di denunciare anche gli abusi subiti solo per mettere fine ai tentativi del padre di riallacciare dei rapporti con lei, cercando anche di screditarla con la famiglia del fidanzato affinché facesse pressione sul giovane con l’obiettivo di fargli interrompere la relazione.

Fatto sta che, raccolte anche le testimonianze dei fratelli, del fidanzato e dei familiari di quest’ultimo, i carabinieri hanno messo insieme gli elementi sufficienti per consentire al pm titolare dell’inchiesta, Claudio Curreli, di chiedere al gup del tribunale il rinvio a giudizio per i reati di violenza sessuale pluriaggravata, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Quest’ultimo reato relativo a due episodi, avvenuto uno a settembre e l’altro fra fine novembre e inizio dicembre del 2022, quando, sempre fuori casa, la ragazza era stata colpita con dei pugni al volto dopo essere stata afferrata per i capelli dal padre in preda a un raptus d’ira.

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