Il Tirreno

Montecatini

L’intervista

Andrea Niccolai: «La Fabo ha il potenziale per vincere sia la Coppa che il campionato»

Andrea Niccolai: «La Fabo ha il potenziale per vincere sia la Coppa che il campionato»

Alla vigilia della semifinale con Roseto sentiamo cosa ne pensa di questa sfida un grande della pallacanestro di Montecatini

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MONTECATINI. Avere tanti amici, oltre ad essere bello, spesso è anche utile. L'aforisma del tesoro vale anche nello sport. Può ad esempio capitarti di avere un amico che è stato l’ultimo avversario della squadra con cui domani (sabato) alle 14 al PalaTiziano di Roma ti giocherai l’accesso alla finale di Coppa Italia di basket di serie B Nazionale. Gli Herons Montecatini affronteranno Roseto (l’altra semifinale sarà sempre domani alle 18,30 tra Libertas Livorno e Ruvo di Puglia) e la persona a cui chiedere consigli e qualche impressione è Andrea Niccolai, che da gennaio sta vivendo una nuova entusiasmante avventura da allenatore di Fabriano, nel girone B. Domenica scorsa i marchigiani guidati dalla leggenda rossoblù – e con qualche vecchia conoscenza del basket montecatinese come Nico Stanic e Simone Centanni – hanno sfiorato l’impresa perdendo 87-80 al PalaMaggetti di Roseto contro la seconda in classifica. Se però il quinto posto è rimasto saldamente alla Janus è grazie alle 8 vittorie su 11 partite collezionate nella gestione Niccolai. “Nik” che peraltro a Roma, teatro della prestigiosa manifestazione di B e A2, ha vissuto e giocato in tutto per cinque stagioni: prima dal 1990 al 1994 quando l’allora gm rossoblù Gino Natali fece l’affare cedendolo alla Messaggero per la cifra record di 13 miliardi di lire, e poi nel 2000/01. Probabilmente al PalaTiziano non ci sarà, approfitterà della pausa per stare con la famiglia, ma senz’altro seguirà le sorti di queste Final Four.

Niccolai, che squadra è la Roseto che si troverà di fronte la Fabo?

«Roseto è una squadra esperta, fisica in ogni ruolo e soprattutto molto profonda, potendo alternare 10 giocatori molto competitivi in questo campionato. Mantzaris e Durante sono i creatori di gioco e leader offensivi, ma con le ampie rotazioni a disposizione coach Franco Gramenzi (peraltro suo ex allenatore a Scafati in Legadue nel 2004/05) può sempre trovare protagonisti diversi. Contro di noi ad esempio è stato decisivo Santiangeli, esterno molto pericoloso nel tiro da tre punti, oltre a Tamani, lungo di grande energia».

Un suggerimento per coach Barsotti?

«Federico non ha bisogno di suggerimenti, insieme allo staff tecnico avrà studiato approfonditamente gli avversari. L’unica cosa che posso dire è una banalità, cioè la necessità di ruotare almeno 8 uomini contro una squadra che ha in campo sempre giocatori freschi e dalla grande fisicità. È quello che è mancato a noi per realizzare un’impresa che abbiamo solo sfiorato, a causa della disponibilità di solo 7 giocatori. Alla lunga la rotazione a 10 di Roseto ha fatto la differenza».

Dove possono arrivare questi Herons, sia in Coppa Italia che nel finale di campionato?

«La Fabo ha senz’altro il potenziale per vincere sia la Coppa che il campionato. È una squadra allenata molto bene, con alle spalle una società con una organizzazione e ed una struttura da categoria superiore. Questo alla lunga può fare la differenza. L’innesto di Radunic ha completato un roster già di altissimo livello, naturalmente ci sono altre 4/5 squadre che possono ambire alla promozione, tra cui le altre semifinaliste di Coppa Italia, e quindi non sarà facile».

A Fabriano lei ha portato una ventata d’aria fresca, ma soprattutto vittorie. I playoff sono qualcosa di più concreto che un sogno?

«Quando sono arrivato eravamo dodicesimi e reduci da 7 sconfitte nelle ultime 9 partite. Lo spettro dei playout (che toccheranno alle squadre che chiuderanno dal 14° al 17° e penultimo posto di ciascun girone, ndr) era dietro l’angolo ed evitare quest’eventualità è stata la priorità che la società mi ha chiesto. Siamo riusciti a ribaltare il trend negativo e negli ultimi 2 mesi abbiamo risalito la classifica scongiurando il rischio playout e mettendoci nelle condizioni di provare ad agganciare i playoff. Abbiamo un calendario veramente duro, incontreremo infatti 3 delle prime quattro squadre del campionato, entrare nelle prime 8 sarebbe un risultato straordinario».

Visto come gioca la sua squadra, Herons e Gema faranno gli scongiuri per non incontrarvi ai playoff. Che sapore avrebbe incrociare la sua Montecatini?

«Intanto dobbiamo arrivarci ai playoff e come dicevo sarà molto dura. A quel punto festeggiare incontrando una delle due squadre termali sarebbe senz’altro una cosa speciale, anche se in entrambi i casi la sfida diventerebbe proibitiva e molto complicata vista la qualità e il talento diffuso nel roster delle due squadre».

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