La protesta
Pescia, offese razziste a un giocatore avversario al tiro in lunetta: multata la società
Il presidente: «Non ce ne siamo accorti ma ci dissociamo e condanniamo»
PESCIA. Squalifica del campo per due giornate «per offese, versi ed emissioni vocali di tipo razziale nei confronti di un giocatore avversario» da parte del pubblico di casa. È quanto riporta il provvedimento disciplinare firmato del giudice sportivo regionale della Federazione emesso nei confronti della Cestistica Pescia, per quello che sarebbe accaduto domenica al PalaBorrelli, in occasione della sfida di Divisione regionale 1 tra i padroni di casa e il Basket Sestese, vittorioso per 54-74.
La sanzione, scaturita dal referto arbitrale, è stata un fulmine a ciel sereno per il club rossoverde, i cui membri non si sono accorti di niente dal momento che il gioco non è stato interrotto. Le parole e i versi discriminatori sarebbero stati rivolti dalla tribuna ai danni di un giocatore avversario di colore, in lunetta per i tiri liberi, ma nessun responsabile è stato individuato. La squalifica del campo viene commutata d’ufficio in 400 euro di sanzione, a cui sommare 80 euro «per offese e minacce collettive frequenti del pubblico agli arbitri» e altri 60 «per comportamenti atti a turbare il regolare svolgimento della gara e disturbo durante l’esecuzione dei tiri liberi avversari».
Che non si sia trattato di una partita dagli animi particolarmente distesi lo testimoniano anche due squalifiche, a un tesserato per parte, per una e tre giornate.
«Nessuno della nostra società si era reso conto dell’accaduto, e nemmeno i componenti della Sestese Basket da me contattati personalmente avevano sentito frasi di questo tipo – spiega il presidente Remo Ulivieri in una nota – Comunque, alla luce del referto, la Cestistica Audace Pescia si dissocia e condanna fermamente l’accaduto. Mai si era verificato un fatto del genere e il gesto isolato di un singolo non deve ledere l’immagine della nostra società, che si impegna giornalmente nell’educazione e nella formazione dei giovani. Ci schieriamo a difesa di chi si è sentito legittimamente offeso da queste frasi e ci scusiamo per l’accaduto con la società e il suo atleta. Perseguiremo sempre, in modo severo, il ripetersi di tali situazioni».
La tifoseria della Cestistica, al momento seconda in classifica, è perlopiù composta dalle famiglie e dai ragazzi del settore giovanile. Non sono in pochi quelli che sostengono che gli arbitri hanno frainteso, scambiando il calore del pubblico intento a mettere pressione agli avversari per un gesto razzista volto a colpire un singolo.
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