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Bilancio del Comune, «a Pescia aumenta tutto»

Bilancio del Comune, «a Pescia aumenta tutto»

Giurlani e Morelli: una valanga di nuove imposte non giustificata. Introdotti il pagamento di passi carrabili e la tassa di soggiorno

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Pescia Il gruppo di opposizione Pescia Cambia “smonta”, pezzo per pezzo, la prossima manovra di bilancio che la giunta pesciatina guidata da Riccardo Franchi si appresta a varare entro fine marzo, con una serie di delibere già pubblicate che ne anticipano le intenzioni (ovvero, parecchi aumenti di costi). Accanto all'ex sindaco Oreste Giurlani, i suoi fedelissimi di sempre, vale a dire l'ex vicesindaco Aldo Morelli, il consigliere comunale Vittoriano Brizzi e l'ex assessora al sociale Fiorella Grossi. Presente anche il capogruppo di Fiducia Antonio Grassotti, come unico altro membro dell'opposizione.

A parlare a nome della sua lista è l'ex vicesindaco Aldo Morelli: «Pescia Cambia non accetta la narrazione della giunta Franchi, che giustifica la valanga di nuove tasse con la difficile situazione di bilancio ereditata dalla precedente amministrazione Giurlani. Si aumenta tutto, dai servizi scolastici (mensa e trasporti) all'occupazione di suolo pubblico, che interesserà anche le associazioni di volontariato. Aumenteranno anche i costi per l'utilizzo di spazi pubblici per le varie manifestazioni. A smentire l'amministrazione Franchi sull'ineluttabilità di nuove tasse è la stessa Corte dei Conti che, riferendosi alla precedente giunta Giurlani, ha parlato chiaramente di "cambio di passo" rispetto al passato. Ed è stato questo cambio di passo a consentire l'uscita del Comune dallo stato di pre-dissesto in cui era precipitato con la giunta Marchi. Dico questo perché questa manovra di bilancio tutta imperniata su tasse e balzelli è da attribuirsi solo ed esclusivamente alla volontà politica del sindaco Riccardo Franchi e del vicesindaco Luca Tridente. Attribuire questa manovra alle indicazioni della Corte dei Conti è un'operazione di disinformazione nei confronti dei cittadini».

Per ribadire questo concetto, l'ex vicesindaco fa leva sulla capacità di riscossione del Comune: «Nel 2018 il Comune di Pescia aveva una capacità di riscossione pari al 50% circa. Vale a dire che riusciva sì e no, a incassare la metà delle tasse e dei tributi comunali che i cittadini dovevano elargire. Grazie però all'amministrazione Giurlani, questo dato è salito al 72% e sono certo che, a breve, l'onda lunga della nostra azione farà salire questa percentuale all'80%. Anche questo depone quindi contro la nuova manovra della giunta Franchi, visto che il gettito di denaro nelle casse comunali era in crescita costante già da tempo».

Ma quali sono i principali punti di frizione nella manovra di bilancio che risultano particolarmente indigeribili a Pescia Cambia? Morelli li elenca uno ad uno: «A far comprendere il totale disinteresse dell'amministrazione nei confronti dell'economia del territorio c'è innanzitutto l'introduzione della tassa sui passi carrabili comunali. In un Comune come il nostro pieno di attività agricole che, molto spesso, hanno più accessi ai loro campi, questa tassa viene chiaramente concepita come una chiara volontà di far cassa».

Punitiva verso la peculiarità del territorio viene anche vista l'introduzione della nuova tassa di soggiorno per il turista, come puntualizza ancora Morelli: «La tassa di soggiorno prevede il pagamento di un euro al giorno per ogni turista che trascorre una notte in uno degli oltre 20 agriturismi presenti nel territorio del comune, somma che arriva a 1 euro e 50 centesimi se il soggiorno avviene in uno dei due soli alberghi cittadini. Ora, essendo di gran lunga l'offerta turistica fatta di strutture ricettive a conduzione familiare, si è voluto gravare queste aziende di un altro adempimento. Gli agriturismi dovranno non solo incassare la nuova tassa in nome del Comune ma anche provvedere a una serie di passaggi amministrativi per poterla versare all'ente che l'ha proposta. Questo farà solo aumentare il carico burocratico ai danni di oltre venti piccole imprese che peraltro rischiano una denuncia penale qualora le varie operazioni non vengano eseguite conformemente alle regole».

A far irritare poi notevolmente Pescia Cambia è infine la nuova tassa introdotta sui corpi dei defunti che vengono condotti agli impianti crematori di altre città. Così Morelli spiega la questione: «Il Comune ha introdotto una cifra una tantum di 80 euro per consentire ai parenti di poter tenere le ceneri nella propria casa. Questa tassa mi sembra oltremodo di cattivo gusto». l

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