La manifestazione
«Più di 300 famiglie senza pacchi alimentari»: a Massa e Cozzile il centro d’aiuto rischia la chiusura, ecco come dare una mano
Le spese della struttura di via Mazzini non sono più sostenibili: scatta l’appello per continuare a garantire un supporto ai bisognosi
MASSA COZZILE. Il Centro alimentare della Prociv a rischio chiusura. Una struttura che abbiamo conosciuto bene, soprattutto nel periodo della pandemia, sempre in prima linea nella distribuzione di pacchi per i bisognosi. Ma adesso è chi aiutava ad aver bisogno di aiuto, come spiega Ivano Lucchesi Annezzi, presidente del Centro Alimentare Solidale.
Gli scenari
«Ecco quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi – spiega Lucchesi – il Centro alimentare solidale svolge la sua attività in un capannone in via Mazzini a l Massa Cozzile. Con la nostra struttura assistiamo circa 350 famiglie e associazioni, e siamo intervenuti in diversi scenari nazionali e internazionali. Chiunque riceve aiuto da noi sa bene quale attività facciamo, con quale impegno, anche economico. Tutto ciò finora è stato possibile grazie ai donatori che ci permettevano di sostenere le spese di mantenimento della struttura. Malauguratamente però la situazione è molto cambiata. A oggi, purtroppo, non abbiamo praticamente più alcun contributo dalle amministrazioni pubbliche e le donazioni che riceviamo non sono sufficienti a soddisfare le spese che siamo costretti a sostenere. Tutto ciò ci mette in grave difficoltà. Mi spiego meglio: per mantenere questa struttura abbiamo in capo all’anno una spesa di circa 55mila euro. Finora abbiamo resistito grazie a chi ci ha sostenuto, ma non riusciamo più a sopportare autonomamente questa spesa. Purtroppo siamo stati raggiunti da un’ordinanza di sfratto, che potrebbe voler dire interrompere definitivamente quanto di importante stiamo facendo. Stiamo provando a mettere in campo un grande sforzo, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per continuare con questo grande progetto. Come ultima soluzione possibile, e in attesa di trovare altre fonti di finanziamento sostenibili nel lungo periodo, siamo costretti a chiedere a chiunque possa farlo a darci piccolo contributo, simbolico e volontario, di 50 centesimi al giorno (meno della metà di un caffè), insomma non più di 15 euro al mese. Questa modesta partecipazione, ci permetterebbe di continuare la nostra opera di assistenza. Se il progetto non dovesse raggiungere il suo scopo, ossia quello di mantenere in vita il Centro alimentare solidale, saremo costretti, nostro malgrado, a lasciare il capannone dove operiamo e a sospendere il servizio di distribuzione degli alimenti, lasciando tutte queste famiglie senza assistenza».
Come donare
«A tutti – riprende il presidente – per il contributo mensile verrà rilasciata una regolare ricevuta e naturalmente tutto ciò che verrà raccolto sarà totalmente tracciabile e rendicontato». Il contributo andrà versato entro il 5 di ogni mese sul conto corrente presso Intesa SanPaolo intestato a “Prociv Arci Centro Alimentare Solidale e Protezione civile” (utilizzndo il codice Iban IT20F0306909606100000193953) «Questo – conclude Lucchesi – ci permetterà di coprire le spese che abbiamo (affitto, forniture elettriche per mantenimento dei generi alimentari freschi e surgelati, spese di trasporto per reperire i generi alimentari, assicurazione dei mezzi). Aiutateci ad aiutarvi».
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