Sicurezza
C’è il bando per far rinascere il campo di Montecatini Alto
Punto di ritrovo delle passate generazioni, oggi è in abbandono
Montecatini A ricordare ciò che fu restano soltanto le porte e la forma rettangolare dell’area che si intravede tra erbacce e rovi. È ciò che rimane di quello che fino a non troppi anni fa rappresentava un punto di ritrovo per molti giovani. Solo che in questo spazio di tempo tante cose sono cambiate, soprattutto per quanto riguarda il modo di vivere la socialità, e tra i molti elementi cancellati dai cambiamenti vi sono anche i “campi liberi”: spazi più o meno regolamentari, ma con delle porte “vere” (a volte con le reti, più spesso senza) dove in estate si organizzavano tornei paesani e per tutto l’anno si ritrovavano, dandosi appuntamento, gruppi di amici per dar vita a sfide a pallone seguendo regole variabili (dal portiere “a girare” ai dieci angoli che valevano un gol) e con punteggi finali spesso più da partita di hockey che di calcio. Ce ne erano diversi in Valdinievole di campi del genere, da quello del Gusci (oggi un parco) a quello di Margine Coperta (oggi c’è una scuola) con alle spalle il torrente che tanti palloni si è portato via. E c’era il “Rismo Mencarelli”, ossia il campo di Montecatini Alto, che è il protagonista di questa storia e che potrebbe rinascere, recuperando un ruolo aggregativo e sociale ancor prima che sportivo. Va in questa direzione la volontà dell’amministrazione comunale di Montecatini: è stato infatti emesso il bando per affidarne la gestione come anticipato a suo tempo da Il Tirreno.
Un bando che si rivolge all’associazionismo , non solo sportivo, ma anche di volontariato e no profit, che avranno tempo fino alle 12,30 dell’8 marzo per partecipare al bando. Il canone di concessione, ossia ciò che l’aggiudicatario dovrà pagare al Comune, sarà (salvo eventuali offerte al rialzo) 365 euro. E no, non al mese, ma all’anno. Una cifra irrisoria, quasi simbolica, ma che si spiega bene con la volontà di far rinascere quello spazio. Farne uno spazio per la pratica agonistica non è nemmeno pensabile, e non solo per le misure non regolamentari, ma perché anche l’impiantistica connessa (a partire da quelli che furono gli spogliatoi) è da rifare completamente. Da qui l’idea, che poi è quella che emerge anche dal bando stesso, con i punteggi per l’assegnazione (della durata di cinque anni) che privilegeranno le idee proposte dal soggetto partecipante, in particolare per quanto riguarda la capacità di coinvolgimento della comunità cittadina locale nelle attività sportive proposte, ma anche la capacità di rendere fruibile l’impianto verso utenze diverse, dagli anziani ai giovani, fino ai disabili. L’importante è proporre qualcosa (eventi ricreativi, tornei, ma anche dei tavoli dove ritrovarsi a chiacchierare o a giocare a carte) che rendano quegli spazi “vivi”, privilegiando (come prevede sempre il bando) le associazioni del territorio): «Quello spazio un tempo era curato dall’Usma (acronimo di Unione Sportiva Montecatini Alto ndr), un’associazione che è andata spegnendosi e che oggi non esiste più – spiega l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Sartoni – il nostro obiettivo e farne un’area a destinazione sociale, dove ospitare momenti ricreativi ». Per esempio attraverso un’associazione paesana, che possa ripulire quegli spazi e mantenerli decorosi, e il modo migliore per farlo è appunto utilizzandoli, che sia organizzando una sfida rionale a pallone o un torneo di canasta, o anche semplicemente regalando un punto dove potersi sedere tra amici a parlare. «Da parte nostra – aggiunge Sartoni – non ce ne “laveremo le mani”, quanto potrà fare il Comune per aiutare il recupero di quello spazio sarà fatto. Potemmo installare, solo per fare un esempio, dei giochi per bambini». Un sostegno che però non potrà ovviamente prescindere da un recupero di quegli spazi: da un lato l’associazione che si aggiudicherà quello spazio e lo renderà fruibile, dall’altro l’amministrazione pronta a dare il propriocontributo materiale (ma, appunto, prima bisogna sistemare l’area). Questo perché, conclude l’assessore, «si deve vincere in due».
La speranza adesso è quella di trovare qualcuno che condivida il sogno di restituire alla comunità quello spazio, e lo sapremo presto, fra tre settimane, giorno più giorno meno.
Tornando alla storia passata di quello spazio (e di quelli simili cancellati dal trascorrere del tempo), quelle partite improvvisate rappresentavano uno dei momenti di incontro delle generazioni che furono (quante volte gruppi diversi di ragazzi arrivavano contemporaneamente sullo stesso campo e nascevano sfide a pallone, liti, ma anche amicizie?). Ecco, l’obiettivo è recuperare, assieme a un’area degradata, anche quello spirito. l
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