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Le indagini

Pescia, spariscono i soldi dal conto dell’anziano: indagato il suo avvocato

di Luca Signorini
Pescia, spariscono i soldi dal conto dell’anziano: indagato il suo avvocato

Avrebbe sottratto oltre 7.000 euro a un anziano del quale era amministratore di sostegno. La guardia di finanza lo ritiene responsabile anche di falsità ideologica in atti pubblici

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PESCIA. Peculato e falsità ideologica in atti pubblici: sono i reati che la guardia di finanza contesta a un avvocato con studio a Pescia, che risulta indagato perché ritenuto responsabile di essersi approfittato di un anziano suo assistito, del quale era stato nominato amministratore di sostegno.

Al professionista pesciatino sono così state sequestrate somme di denaro per una cifra di 7.225,20 euro, pari agli importi di cui il legale si sarebbe appropriato, tra il 2020 e il 2021, prelevandoli indebitamente dal conto corrente dell’assistito e falsificando i rendiconti, al fine di nascondere tali presunti indebiti prelievi.

Allo stato del procedimento e secondo l’ipotesi vagliata dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della procura, nel disporre il provvedimento cautelare reale (ovvero il sequestro preventivo degli oltre 7000 euro) eseguito dalla guardia di finanza – fatte salve le successive valutazioni, in merito all'effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità della persona attualmente sottoposte ad indagini, dove intervenga sentenza irrevocabile di condanna – le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle di Pistoia, hanno consentito di ricostruire l’anomala condotta dell’uomo, facendo emergere le plurime incoerenze esistenti tra i movimenti risultanti dalla documentazione bancaria acquisita e quanto rendicontato dall’amministratore di sostegno.

In particolare con riguardo anche all’indicazione di redditi da pensione inferiori a quelli effettivamente percepiti dall’anziano suo assistito, e inoltre a prelevamenti in contanti non giustificati e infine a pagamenti registrati in misura superiore a quelli realmente eseguiti dall’avvocato pesciatino.

L’operazione costituisce ulteriore testimonianza della costante collaborazione offerta dalla magistratura alla guardia di finanza, nell’ambito di una comune azione volta a tutelare la legalità e ad aggredire i proventi illeciti frutto di attività che circoscrivono un presunto reato.


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