Sicurezza
Montecatini, il mattatore della Fabo Lorenzetti: «Lavoriamo sodo e ci divertiamo»
L’ala classe ’95 racconta il suo doppio ruolo tra parquet e spogliatoio
MONTECATINI. Domenica al Palaterme, nel +36 su Cassino valso anche come riscatto del passo falso arrivato a Caserta la settimana precedente, la Fabo Herons Montecatini ha portato ben sei giocatori in doppia cifra. Tra questi Antonio Lorenzetti, 10 punti con 5/7 da due e 4 rimbalzi in 19’, per gli Herons sempre più una fonte inesauribile di energia dalla panchina.
Ala potente e dinamica dal gioco asciutto e spartano, col piatto forte del canestro con spallata al difensore, fuori dal parquet il classe ‘95 di Darfo Boario Terme (nel bresciano) ricopre un altrettanto indispensabile ruolo di showman e collante dello spogliatoio, sempre pronto a tenere alto il morale della squadra. Con un debole per la musica e per il rito del karaoke al ritorno sul pullman dopo ogni vittoria in trasferta. Ma questo non confligge in alcun modo con la sua riconosciuta professionalità e cultura del lavoro, grazie alle quali è riuscito a lasciarsi alle spalle i problemi fisici con cui aveva convissuto la scorsa stagione, giocando stoicamente sul dolore. Il rendimento di quest’anno è solidissimo: 7,7 punti col 65% da due - in questa statistica è terzo nel girone dopo Pagani e Diouf della Pielle Livorno - e 3,8 rimbalzi di media in quasi 18’ a partita.
Lorenzetti, quanto era importante tornare alla vittoria domenica?
«Era importantissimo per noi far bene dopo la brutta sconfitta a Caserta, soprattutto per riprendere fiducia. Nei primi due quarti la partita è stata equilibrata e abbiamo commesso qualche errore in difesa, poi nel secondo tempo li abbiamo spazzati via. Credo sia un segnale dell’ottima settimana di allenamenti che abbiamo fatto, portando in campo questa voglia contro un avversario da non sottovalutare».
Un’altra bella prova collettiva, con una panchina dal notevole impatto
«Sì assolutamente, entrando dalla panchina io e Daniele (Dell’Uomo) siamo quelli chiamati a spezzare la partita con la nostra energia. Essere un sistema collettivo è la nostra forza, siamo dieci giocatori pronti e l’inserimento di Radunic, fortissimo per la categoria, ci dà ancora più valore: occupando spesso più di un difensore, con la sua presenza si liberano spazi anche per gli altri».
Le voci di corridoio la danno come vulcanico mattatore dello spogliatoio, a tema soprattutto musicale. Conferma o smentisce?
«Confermo (ride, ndr), in realtà tirano tutti in ballo me ma sono in tanti a far confusione, a cominciare da Sgobba. Secondo me in una squadra ci dev’essere serietà, dedizione, disciplina, ma è fondamentale anche lavorare in un clima positivo e di serenità. Quando c’è da star zitti e pedalare si pedala, ma nello spogliatoio sono sempre il primo a scherzare e a cantare. Dopo ogni vittoria cantiamo sul pullman: abbiamo la cassa con la playlist e il deejay a rotazione. La canzone che non manca mai, su ordine di Carpanzano, è Bella Stronza di Marco Masini».
A questo punto ci dica chi tifa a Sanremo.
«Nessuno in particolare, ma simpatizzo molto per i Ricchi e Poveri».
Questo divertimento trova riscontro anche nella passione della piazza attorno alla vostra squadra, non crede?
«Dall’anno scorso il clima che si respira qui è eccezionale, i tifosi sono sempre aumentati ed è bellissimo. A fare la spesa ti fermano, ti chiedono, è emozionante sentire che ciò che facciamo viene vissuto e apprezzato così tanto».
All’orizzonte (16-17 marzo) il prestigio delle final four di Coppa Italia a Roma, prima però c’è ancora molto campionato da giocare.
«Siamo contenti di giocare le finali di Coppa e dovremo godercele perché non capita spesso. Vincere sarebbe un sogno. Ora però dobbiamo pensare al campionato e alla settimana impegnativa che ci aspetta, affrontando una partita alla volta. Domani andiamo a Fiorenzuola che è in formissima e ha messo in difficoltà tante squadre, con Piombino (attesa mercoledì al Palaterme, nda) vorremmo riscattare la sconfitta dell’andata e quella di Omegna (sabato 17, ndr) sarà un’altra trasferta tosta, dobbiamo tenere il giusto atteggiamento e dimostrare di essere la squadra forte che siamo».
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