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Montecatini, da nove giorni le Pm10 sforano i limiti di legge

di Luigi Spinosi
Una panoramica della Valdinievole
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Una panoramica della Valdinievole

Aria inquinata: dall’inizio dell’anno già diciotto superamenti e scattano nuove ordinanze per limitare la circolazione

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MONTECATINI. Diciotto, dieci, ma anche cinquantuno e trentasette: no, non sono i numeri da giocare al lotto alla ricerca di una quaterna fortunata. Quei numeri, in un certo senso, “parlano” e ci mettono in guardia: sono, infatti, solo alcuni degli indicatori della situazione critica della nostra aria per quanto riguarda le polveri sottili e, di riflesso, dei nostri polmoni.

Partiamo dal numero più grande, il 51: questo dato indica la quantità di particolato Pm10 in microgrammi per metro cubo registrata nell’ultima rilevazione utile (lunedì 5 febbraio) della centralina della rete regionale Arpat cui fa riferimento il territorio della Valdinievole. Apparentemente un dato allarmante ma non troppo, visto che il limite di legge è 50 microgrammi per metro cubo, e con 51 siamo appena appena al di sopra di quel limite. Ma a testimoniare la gravità della situazione sono proprio le altre cifre a dimostrazione appunto che i numeri parlano. Partiamo dal dieci: tanti sono, infatti, i giorni consecutivi di “sforamento”, ossia da più di una settimana, per la precisione dal 27 gennaio, il livello di Pm10 non è mai sceso sotto il limite dei 50 microgrammi. Ma anche quando è successo, venerdì 26 gennaio, lo ha fatto di poco, toccando quota 46 microgrammi. E lo ha fatto dopo altri due giorni in cui si era superato il valore limite, con 55 microgrammi giovedì 25 e addirittura toccando quota 84 microgrammi per metro cubo mercoledì 24 (il secondo valore più alto dall’inizio dell’anno dopo gli 86 microgrammi per metro cubo di mercoledì 14. A preoccupare insomma non è solo il livello di inquinamento registrato, ma soprattutto la continuità del fenomeno: con la rilevazione di lunedì siamo infatti (ed ecco il terzo numero) a quota 18 sforamenti dall’inizio dell’anno. Insomma per 18 volte, in 36 giorni (in pratica un giorno sì e uno no) la centralina Arpat ha rilevato una concentrazione media giornaliera al di sopra dei limiti di legge. Considerando che quel limite per la nostra legislazione (che poi è pure più blanda rispetto alle prescrizioni indicate dall’Organizzazione mondiale della sanità) quel limite non può essere superato più di 35 volte nel corso di un anno. Un dato che ha portato il nostro territorio a un livello due (il peggiore) di Icqa, acronimo dell’indice di criticità per la qualità dell'aria. Un livello che impone misure più drastiche per cercare di ridurre gli inquinanti.

Poi c’era un altro numero nell’elenco: 37. Quello indica il livello raggiunto dalle Pm2,5 sempre nella giornata di lunedì. Un dato spesso messo in secondo piano rispetto alle Pm10, anche se sono proprio le Pm2,5, per le loro dimensioniancor più minute a essere maggiormente pericolose. E 37 microgrammi per metro cubo non solo rappresenta un livello molto alto, ma costituisce anche il più alto registrato nella stessa giornata da tutte le centraline toscane. E non è una novità, dal momento che nei grafici di Arpat il dato della centralina di via Piaggia a Capannori per quanto riguarda le Pm2,5 è costantemente più alto rispetto a quelli delle altre stazioni di rilevamento, arrivando in più di un’occasione a superare anche quota 60 microgrammi per metro cubo, talvolta anche di parecchio, come successo il 24 gennaio (quota 68), il 2 febbraio (quota 69) e, soprattutto, mercoledì 14 gennaio, finora il peggior giorno per i nostri polmoni dall’inizio del 2024, quando (come avvenuto per le Pm10) si è registrato il dato più alto, con 79 microgrammi per metro cubo.

Ma su tutto questo, mentre in Valdinievole scattano nuove ordinanze (che ribadiscono quelle che scadevano a inizio febbraio) per cercare di ridurre l’inquinamento con ulteriori limitazioni al traffico, si ripete una polemica ormai classica, quella legata al fatto che la Valdinievole usi come punto di riferimento per valutare il proprio livello di inquinamento (e quindi i conseguenti provvedimenti restrittivi) una centralina che si trova addirittura in un’altra provincia, dal momento che, come abbiamo visto, la stazione di rilevamento si trova a Capannori, nella Piana di Lucca. Il problema però è che l’aria non conosce confini politici, ma geografici, e da questo punto di vista Valdinievole e Piana Lucchese sono due parti di un territorio unico, si trovano nella stessa “conca” circondata da colline su ogni lato (una condizione ideale per favorire l’accumulo di inquinanti) e l’aria che si respira è praticamente la stessa dal Montalbano a Monte Quiesa. Questo lo conferma anche il dato ufficioso delle stazioni provinciali: due quelle presenti in Valdinievole, a Pescia e a Montecatini. Qui nell’ultima rilevazione di lunedì 5 non si è raggiunta “quota 50”, ma con rispettivamente 41 e 43 microgrammi di Pm10 per metro cubo hanno fatto registrare i livelli di gran lunga più alti di tutte le altre stazioni provinciali della Toscana. Non solo, ma quella di Montecatini è quella che ha fatto registrare il maggior numero di sforamenti (nove) dall’inizio dell’anno. Tre volte la “seconda in classifica”, ossia la centralina di viale Rosselli dove si sono avuti tre sforamenti da inizio anno.

La soluzione? Finora i divieti sull’accensione di fuochi e camini, in vigore da inizio novembre, e le periodiche limitazioni alla circolazione, non hanno prodotto grandi risultati. Soprattutto a causa delle condizioni meteo, con quest’alta pressione che aiuta le polveri sottili ad accumularsi. E al momento solo dal cielo, sotto forma di pioggia (attesa per i prossimi giorni) potrà arrivare la soluzione.

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