Sicurezza
Monsummano, ferisce a coltellate un giovane: in carcere per tentato omicidio
Il fuggitivo è stato bloccato su un treno al confine francese
MONSUMMANO. Probabilmente una vendetta per quella lite di un mese e mezzo prima in cui, una volta passati dalle parole ai fatti, aveva avuto la peggio. Fatto sta che questa volta si è presentato al faccia a faccia con il giovane connazionale armato di coltello e, con quello, gli ha sferrato un fendente al torace che gli ha perforato un polmone e un altro che lo ha raggiunto a un occhio, causandogli una lesione che quasi certamente gli costerà la vista.
Erano all’incirca le cinque e mezzo del 29 gennaio scorso quando, in via Vergine Chiusa, a Monsummano, sono accorsi.
È con l’accusa di tentato omicidio aggravato che il 33enne egiziano si trova adesso in carcere, sottoposto, grazie alle indagini lampo portate a termine dai carabinieri di Monsummano, al fermo di polizia giudiziaria disposto dalla procura di Pistoia per il pericolo di fuga. Un pericolo più che concreto visto che Mohey Attia– irregolare sul territorio italiano – è stato bloccato dalla Polfer a Ventimiglia, su un treno che stava per attraversare il confine con la Francia. Ieri mattina, il fermo è stato convalidato per rogatoria dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Imperia. Il 33enne – al quale non era stato rinnovato il permesso temporaneo di soggiorno che aveva ottenuto al suo arrivo in Italia – è stato trasferito nel carcere di Sanremo.
Come detto, l’aggressione è avvenuta lunedì della passata settimana a Monsummano, davanti al centro di accoglienza in cui la vittima – 24 anni – è da tempo ospitato. E dove era ospite fino a poche settimane fa anche l’uomo fermato. La precedente lite fra i due connazionali sarebbe avvenuta proprio all’interno della struttura, per una questione legata a un paio di scarpe, o comunque per altri futili motivi. Probabilmente l’aver avuto la peggio non è andata giù al 33enne, che ha deciso di fargliela pagare. Almeno secondo il racconto che il giovane accoltellato – sorpreso dal connazionale non appena aveva messo piede fuori dal centro di accoglienza per andare al lavoro – ha fatto ai carabinieri prima di essere portato all’ospedale per essere operato d’urgenza.
Una volta che i militari della Stazione di Monsummano hanno appreso dalla vittima chi era stato a ridurlo in quelle condizioni, è scattata la caccia all’uomo. Resa particolarmente difficile dal fatto che Attia non aveva ormai più una fissa dimora. Oltre all’esame delle registrazioni delle telecamere della zona, i carabinieri si sono concentrati anche sul cellulare dell’uomo, per cercare di rintracciare la sua posizione attraverso i ripetitori agganciati nel corso delle telefonate fatte. Nel frattempo dal comando provinciale è stato diramato l’avviso di ricerca con foto e descrizione del ricercato, a quel punto colpito dal fermo di pg dispoto dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco, titolare dell’inchiesta.
E come detto, il 33enne egiziano è stato individuato e bloccato dalla polizia ferroviaria a Ventimiglia, nella tarda serata di mercoledì scorso, mentre, in treno era diretto in Francia.
La vittima si trova sempre ricoverata in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.
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