La manifestazione
Terme all’asta, gli albergatori: «Questo è il colpo di grazia per Montecatini»
«Ora è tardi, non possiamo fare più nulla. Se arriva un privato, sarà lui a decidere il nostro futuro»
MONTECATINI. Delusione e incertezza per il futuro. L'albergatore Giovanni Biondi, presidente della Assohotel Confesercenti, ma soprattutto imprenditore in prima linea nella gestione quotidiana della propria azienda ricettiva non nasconde le sue preoccupazioni sul futuro delle Terme. «Abbiamo combattuto per cinque anni. Adesso è tardi e non è più possibile fare nulla – dice – ho parlato anche con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani quando è venuto a Montecatini. Lo dico con rammarico, perché sto parlando del mio lavoro, di quello della mia famiglia. Ormai è fissata la data dell'asta totale, il 16 luglio, giorno in cui potrebbe arrivare chiunque e acquistare tutto, compreso il marchio delle Terme di Montecatini. Abbiamo cercato di evitare in tutti i modi questo finale. Con gli altri albergatori abbiamo veramente fatto il massimo. Sono trascorsi molti anni, ma non dimentichiamo quando abbiamo cercato inutilmente di acquistare la Torretta e poi l'Excelsior». «Questo bando totale invece sarà il colpo di grazia. Quando finiremo in mano a un compratore che arriva da fuori sarà lui a decidere il nostro futuro. Per questo dobbiamo ringraziare la negligenza delle Terme e della Regione. Nel 2012 volevamo fare un bellissimo impianto alla Torretta, ma non ci fu assolutamente data la possibilità di farlo». Gli fa eco Carlo Bartolini, presidente della Federalberghi Apam: «La nostra posizione storica è quella della proprietà pubblica con gestione privata. Siamo in un percorso che riguarda il Tribunale di natura liquidatoria. Si possono ipotizzare molte riflessioni, ma ci troviamo in un percorso ben definito. Il Tribunale ha individuato questa strada e bisogna vedere se ci sono dei privati interessati. Le preoccupazione espresse da vari personaggi politici sono evidentemente le nostre. Avere un privato che possa gestire la proprietà in maniera da ottenere il meglio per sé e non per la città. In questa fase non abbiamo idea di chi sia il privato che arriverà con un business plan che non solo permetta l'acquisizione delle Terme, ma che dia uno sviluppo futuro all'azienda». Aggiunge: «Saremmo felici di vedere andare in porto l 'operazione voluta dalla Regione per il Tettuccio, per il suo valore storico e monumentale e per le potenzialità salutistica. E che il Comune faccia la propria parte con l'acquisizione dei beni che ha individuato sviluppando la parte del benessere, lo stesso la Fondazione Caript. Nel contempo se avvenisse anche l'apporto della Cassa depositi e prestiti a quel punto sarebbe un bel passo. In questa fase invece tutto il percorso è in mano al Tribunale. Se ci saranno privati pronti ad acquisire è auspicabile che presentino alla cittadinanza una valorizzazione dei beni e una tempistica. Noi ogni giorno siamo chiamati a riempire le nostre camere e a sviluppare un mercato termale in forte difficoltà. Per cui anche la gestione del quotidiano è fondamentale con tutte le problematiche, nonostante lo sforzo della Croce Rossa nella gestione del Tettuccio e delle Redi», conclude Bartolini.
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