Il Tirreno

Montecatini

In vendita

Montecatini, all’asta l’hotel Corona d’Italia: qui soggiornò anche il re

di David Meccoli
Nella foto di Nucci l’hotel Corona d’Italia sopra il bar Biondi: l’immagine si riferisce al 2007, durante una operazione di messa in sicurezza dopo il crollo di alcuni calcinacci dalla facciata esterna dell’albergo
Nella foto di Nucci l’hotel Corona d’Italia sopra il bar Biondi: l’immagine si riferisce al 2007, durante una operazione di messa in sicurezza dopo il crollo di alcuni calcinacci dalla facciata esterna dell’albergo

L’edificio, di indubbia valenza storico-architettonica, è stato costruito verso la metà dell’Ottocento

29 gennaio 2024
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MONTECATINI. Un altro storico albergo cittadino finisce all’asta. Si tratta del Corona d’Italia, situato in pieno centro, all’inizio del viale Verdi (di fianco a un altro pezzo di storia montecatinese, il Caffè Biondi) e a due passi da piazza del Popolo. L’annuncio è stato pubblicato in questi giorni sul sito dedicato alle aste giudiziarie e prevede - almeno per ciò che riguarda questa prima fase - la vendita dell’immobile in un unico blocco.

La modalità di vendita è indicata come “asincrona telematica” e “senza incanto” e prevede la presentazione di offerte fino a mezzogiorno del 14 maggio prossimo, con apertura delle buste l’indomani alle 10. La visita del bene è gestita dal custode giudiziario Isveg (Istituto di vendite giudiziarie) ed è stata posto, quale base d’asta, il prezzo di 634mila euro (con offerta minima a 475.500 euro e rialzi di 12.500 euro), con un ribasso del 20% rispetto a una precedente stima che aveva valutato il bene 793mila euro. Gli interessati dovranno versare, come cauzione, il 10% del prezzo inizialmente offerto.

L’edificio, di indubbia valenza storico-architettonica, è stato costruito verso la metà dell’Ottocento, con scaloni in marmo, copertura a travi e travicelli, vetri colorati, stucchi e cornicioni sulla facciata esterna. Nella sua storia ha ospitato numerosi personaggi che hanno frequentato la città nei suoi anni d’oro, e tra questi certamente il più illustre è stato il re d’Italia Vittorio Emanuele III.

L’albergo è costituito da tre piani fuori terra, con bureau e bar al piano terra, e da un quarto piano adibito a soffitta. Presente anche un piano interrato di servizio che ospita il locale con l’autoclave. In totale vi trovano spazio 39 camere, delle quali 23 dotate di servizi igienici interni. La superficie complessiva è di 1442 metri quadrati. L’immobile, in stato di abbandono ormai da diversi anni (i battenti sono stati definitivamente chiusi nel 2006, dopo che nel 2002 la struttura era passata in mano a una nuova proprietà), necessita di importanti interventi di ristrutturazione di tipo edilizio e impiantistico (anche per tamponare le frequenti infiltrazioni di acqua).

A più riprese si era parlato, negli anni passati (l’ultima volta una decina di anni fa), della possibilità di trasformare l’intero complesso in undici appartamenti di lusso a uso residenziale in pieno centro (avendo usufruito dello svincolo alberghiero presente nel Regolamento urbanistico approvato durante l’amministrazione di Giuseppe Bellandi), con tanto di realizzazione di nuovi lucernari nella copertura. Ma questa strada non è mai stata poi concretamente percorsa. Quindi si tenta la vendita all’asta a un prezzo stracciato.


 

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