Italia
Montecatini, stupro di gruppo nel locale: accolto il rito abbreviato per uno dei due imputati
Giovanni Magrini nel caso di una condanna beneficerà dello sconto di un terzo di pena, per Matteo Capaccioli processo ordinario
Montecatini Per uno dei due imputati (Giovanni Magrini, 31 anni, difeso dagli avvocati Claudio Del Rosso e Silvia Perondi), la richiesta di giudizio abbreviato condizionato all’esame dell’imputato e della consulente di parte, la psicologa e criminologa Silvia Calzolari, è stata accolta. Con la conseguenza che il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia Luca Gaspari, dopo le attività accordate alla difesa, dovrà decidere per la condanna o per l’assoluzione sulla base di quanto raccolto finora e contenuto nel fascicolo del pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giuseppe Grieco: in caso di condanna, l’imputato beneficerà dello sconto di un terzo della pena, più un’ulteriore riduzione di un sesto in caso di mancata impugnazione.
Per l’altro (Matteo Capaccioli, 27 anni, difeso dagli avvocati Cristina Gradi e Nicola Bastiani), non essendo stata avanzata nessuna istanza di rito speciale, il gup - la prossima udienza di discussione è fissata al 20 febbraio - dovrà decidere direttamente se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio formulata a inizio dicembre dal pm. Avanza in questi termini il procedimento che vede i due giovani ancora agli arresti domiciliari, accusati del reato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una giovane, oggi ventenne, per i fatti accaduti la notte del 1° settembre 2023 all’interno di un pub lungo viale IV Novembre a Montecatini, il viale della movida.
Le strade dei due imputati valdinievolini, Magrini e Capaccioli, restano dunque disgiunte, ma solo dal punto di vista processuale. Unicamente la posizione del secondo potrà essere valutata dai giudici in dibattimento, qualora il gup non opti per la sentenza di non luogo a procedere o per l’indicazione di altre indagini da compiere, mentre quella del primo sarà giudicata direttamente nell’attuale fase dell’udienza preliminare. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - anche attraverso i messaggi che i due indagati si erano scambiati quella sera in chat - la ragazza presunta vittima della violenza sessuale di gruppo avrebbe incontrato Capaccioli nel locale in cui lui lavorava, e lì, a fine turno, avrebbe bevuto qualcosa insieme a lui. Intorno alle 4 sarebbero usciti in strada per fumare una sigaretta ma Capaccioli l’avrebbe accompagnata verso un altro locale, quello di cui era socio l’amico Magrini, che sarebbe già stato avvertito del loro arrivo. Proprio nei messaggi scambiati fra i due imputati, secondo il gip che poi aveva disposto l’arresto di entrambi, ci sarebbero le prove della premeditazione di quanto sarebbe successo in seguito.
Fatto sta che la ragazza, in stato confusionale per aver bevuto troppo, sarebbe stata fatta entrare nel secondo locale, già chiuso ma riaperto appositamente da Magrini. E lì, in una stanza di servizio, si sarebbe consumata la violenza sessuale. Con la ragazza che ha poi raccontato di aver subito inerme, senza reagire, estraniandosi da quanto stava avvenendo per paura di una reazione violenta dei due. l
L.C.
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