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Addio a Italo Pierattoni, il dj centenario di San Baronto nei ricordi del figlio: «Da cuoco a imprenditore con la musica nelle vene»

di Matteo Tuccini
Italo Pierattoni, imprenditore originario del San Baronto, a Lamporecchio, con attività gestite a Firenze e poi animatore della sala da ballo dell’Auser di Viareggio
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Italo Pierattoni, imprenditore originario del San Baronto, a Lamporecchio, con attività gestite a Firenze e poi animatore della sala da ballo dell’Auser di Viareggio

«Gli piaceva ballare, e qualche volta c’era da mettere la musica. Così lui partiva con la sua valigettina di dischi e iniziava la festa, in Versilia era diventato un personaggio»

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SAN BARONTO. Avrebbe compiuto 103 anni tra circa due mesi, Italo Pierattoni. Una vita lunga, piena di soddisfazioni. E di musica. «Ha ballato e messo dischi fino ai 100 anni circa – ricorda il figlio Azelio – Se l’è goduta, non c’è che dire».

Italo Pierattoni, originario del San Baronto, a Lamporecchio, ma per tanti anni imprenditore di successo nel centro storico di Firenze, è morto lunedì 8 gennaio a Viareggio, che aveva scelto per la sua seconda vita. In Versilia era diventato sempre più personaggio: un vero e proprio animatore della pista dell’Auser, al Centro anziani del mercato dei fiori.

«Mio padre – ricorda Azelio – ha avuto una vita straordinaria. Faceva il cuoco sulla nave Andrea Doria, che poi affondò. Poi divenne imprenditore nella ristorazione e nell’alberghiero». Trasferitosi a Firenze dalla provincia di Pistoia, gestì l’hotel Nord Florence in via Baracca e il ristorante Mamma Gina in Borgo San Jacopo, pieno centro storico fiorentino.

«Una trentina di anni fa – rammenta il figlio – andò in pensione e, dopo un breve intervallo nella sua San Baronto, andò a vivere definitivamente a Viareggio». Qui si iscrisse all’Auser e divenne uno degli animatori del Centro anziani cittadino, di cui divenne anche presidente. «Gli piaceva ballare, e qualche volta c’era da mettere la musica. Così lui partiva con la sua valigettina di dischi e iniziava la festa. Che musica gli piaceva? Ovviamente la musica leggera italiana, i successi “riempipista”», prosegue Azelio.

Col tempo Italo Pierattoni era diventato un vero viareggino, al punto da donare con orgoglio ad associazioni e realtà del territorio: pochi mesi dopo il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, assieme ad altri rappresentanti del Centro anziani Viareggio, consegnò all’allora presidente del consiglio comunale Paolo Spadaccini un assegno di 500 euro per i familiari delle vittime. Nel marzo del 2021 fu poi tra i primi a ricevere il vaccino anti-Covid, che allora cominciava ad essere somministrato ai più anziani, e la storia fu raccontata dal Tirreno. Italo Pierattoni lascia il figlio Azelio e quattro nipoti.

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