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Pieve a Nievole, in via Cantarelle monta la protesta: «Basta col traffico pesante»

di Simona Peselli
Pieve a Nievole, in via Cantarelle monta la protesta: «Basta col traffico pesante»

Parte la petizione con quasi 150 firme dei residenti

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PIEVE A NIEVOLE. I residenti di via Cantarelle dicono no al traffico pesante e lo fanno raccogliendo quasi 150 firme. Grossi camion che transitano, spesso ad alta velocità, davanti alle abitazioni a tutte le ore del giorno e della notte. A Pieve a Nievole, i residenti di via Cantarelle hanno organizzato una raccolta di firme per rappresentare il loro forte disagio al sindaco e al comandante della polizia municipale di Pieve a Nievole e al prefetto. Nella petizione, sottoscritta da 142 cittadini, l’attenzione delle autorità competenti è richiamata su come gli abitanti di via delle Cantarelle siano sottoposti tutti i giorni al traffico incessante di tir ed altri mezzi pesanti di ogni genere che non rispettano alcun segnale di divieto. Il rumore provocato dal loro continuo passaggio, le oscillazioni delle mura «mette a dura prova la stabilità degli immobili che si riempiono di crepe, l’aria irrespirabile per la combustione di idrocarburi e polveri sottili compromette fortemente la vivibilità della zona, e di tutto il comune».

Oltre alla salute, anche la sicurezza è a rischio quando si percorre a piedi o in bicicletta quella che è una strada vicinale priva di marciapiedi in cui gli incidenti avvengono con sempre maggiore frequenza. «Deviare il traffico – spiegano i residenti – è possibile in quanto esistono strade alternative e sono abbastanza grandi e con marciapiedi che attraversano zone industriali e ci possono passare i mezzi pesanti, alcune anche in aperta campagna lontano da abitazioni e dal centro».

Durante la raccolta delle firme si sono palesate problematiche non più procrastinabili: la mancanza di parcheggi, più volte promessi ma mai realizzati, per le abitazioni in prossimità della strada che sono prive di posto macchina e alle cui vetture sono comminate continue multe a cui non è possibile sottrarsi per mancanza di alternative. Poi il pericolo durante la fermata, anche temporanea, per le abitazioni in prossimità della strada per semplici attività di carico e scarico. Infine l’inutilità di opere di riqualificazione, come gli spartitraffico, che anziché apportare benefici stanno creando disagi ad abitazioni e sono fonte di pericolo per ciclomotori e biciclette. Gli abitanti di via Cantarelle chiedono di affrontare le criticità esposte e concertare con la partecipazione di chi vi risiede una soluzione che ponga al centro il loro diritto a vivere in un ambiente salubre. Via Cantarelle è una vecchia strada comunale di Pieve a Nievole, parallela al fiume Nievole, che attraversa un territorio rurale caratterizzato da villette e case che affacciano sulla strada.

«A seguito della realizzazione di una rotatoria all’intersezione con via Ponte Monsummano, al servizio di una zona industriale e in assenza di controlli efficaci e di natura dissuasiva – è diventata la “scorciatoia” prediletta dei camionisti diretti o provenienti dalle zone industriali di Monsummano Terme, Larciano fino ad Empoli e diretti sulla variante del Pedicino – spiegano i residenti – Nella direzione da sud a nord (da via Ponte Monsummano 436 Francesca) è presente un divieto di accesso ma nessuno controlla che venga rispettato e i mezzi pesanti la percorrono anche in controsenso».

La telecamera, posta in corrispondenza dell’incrocio con la Regionale 436 – alla fine del percorso su cui vige il divieto – «non avrà alcuna efficacia – concludono – in quanto chi percorre la strada può lasciarla da una intersezione laterale prima di raggiungere la telecamera».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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