Gioco
Montecatini, nuova incursione da Mari Boutique: è il terzo colpo in quattro giorni
Manichini rotti, cassetti rovesciati e la saracinesca dell’attività danneggiata: i danni superano i 50 mila euro
MONTECATINI. Tre furti in quattro giorni. Sembra incredibile eppure è accaduto. I ladri da domenica hanno fatto visita razziando e rompendo tutto per tre volte consecutive a Mari Boutique dentro allo stabilimento termale Tettuccio di Montecatini Terme.
E l’altra notte anche un’altra vetrina, di un’associazione, è stata spaccata. C'è stato poco da aggiungere, all'amarezza di quanto già accaduto si è unita tanta rabbia, dimostrata anche da commercianti e cittadini che hanno partecipato alla richiesta di sicurezza davanti al Tettuccio. Alcuni portando anche denunce di furti subiti negli anni.
La sicurezza, grande parola che tutti invocano, ma che in pochi vedono applicata. Adesso per Mari Boutique è tempo della conta dei danni. Dove c'erano le vetrine illuminate con abiti di alta moda messi in mostra secondo le gradazioni di colore adesso c'è soltanto qualche manichino spaccato. Le vetrine illuminate che abbellivano la galleria sono coperte da grosse e pesanti saracinesche chiuse con grossi lucchetti. Grossi, ma evidentemente non abbastanza resistenti alle mani esperte di chi il ladro lo fa di professione e sa come agire velocemente e con abilità.
Così dopo i primi due, il terzo evidentemente è stato per completare il lavoro. E visto che ormai dentro c'era rimasto veramente poco, ma per lo meno lo spazio era stato dignitosamente ripulito e sistemato, deve essere scattata la rabbia. Così sono partiti calci oppure altro alle vetrine interne e i manichini sono stati scaraventati a terra e danneggiati irrimediabilmente. I cassetti rovesciati, le scatole delle camicie quelle vuote buttate per aria, le altre portate di nuovo via. E poi di nuovo furto, devastazione e poi stavolta la saracinesca quasi tolta dalle guide, il che fa certamente pensare alla presenza di più persone, visto il peso da sostenere.
Così ieri mattina la solita trafila. Il solito copione in scena. La dipendente delle Terme che entra e trova stavolta la saracinesca rotta, il grosso lucchetto sparito. Di nuovo un avviso telefonico alla proprietà e come di rito un'allerta al 113. Stavolta alla pattuglia dei carabinieri insieme al personale del commissariato. Ci sarà da fare l'ennesima denuncia per raccontare un furto che di nuovo non ha nulla. La lista di quello che hanno portato via, la spiegazione di dove erano le cose, quella sensazione di violazione e di violenza subìta e tanta impotenza per una situazione ripetutasi troppe volte in pochi giorni. La paura di pensare a come riaprire e in quali condizioni in una boutique che si mostrava fiera agli ospiti e che adesso non è altro che un ammasso di arredamento violato e vandalizzato.
I danni superano i 50 mila euro. Quelli materiali, che riguardano la sottrazione di abiti, montoni, piumini, cashemere e tutto quello che ci può essere sotto Natale in una boutique.
Quelli morali, con la sensazione di non essere tutelati abbastanza, quelli non hanno prezzo, perché costano troppo. Un negozio che si è trasformato in un magazzino di rifornimento dei malviventi, in uno stabilimento termale violato nel suo intimo.
Troppi i furti in questo ultimo anno in zona. Troppi da sopportare per chiunque. Quasi venti, un numero assurdo. Camminano increduli i pochi clienti stranieri venuti a bere l'acqua termale. Con soddisfazione un montecatinese, che la proprietà vorrebbe ringraziare, arriva stringendo al petto quattro scatole di camicie piene. Le ha trovate abbandonate dai ladri nella parte del parco. Probabilmente disturbati da qualcuno le hanno perse per strada. Un piccolo segnale, un gesto di onestà che fa ancora sperare che oltre alla delinquenza forse c'è ancora chi confida nell'onestà.
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