Gioco
Genitori di un baby calciatore raggirati da un falso procuratore: le promesse, i soldi spesi e la scoperta dell’inganno
L’uomo, 48 anni di Pieve a Nievole e residente a Montelupo, si è reso irreperibile: indaga la Finanza
PIEVE A NIEVOLE. Si è fatto consegnare duemila euro in denaro contante e altri 1800 attraverso un bonifico bancario su una carta prepagata intestata alla madre ultrasettantenne, promettendo a una ignara coppia di genitori con la passione per il calcio un ingaggio nella squadra svizzera del Lugano o in alternativa in due club di serie C per il figlio; un centrocampista non ancora diciottenne che milita in una squadra dilettantistica della provincia di Arezzo.
Ma il sogno di passare in un formazione professionistica è durato lo spazio di pochi mesi. Poi è emersa la verità: quell’operatore di mercato in realtà non solo era un falso procuratore sportivo che non figura nemmeno nell’apposito albo depositato in Figc (la Federazione gioco calcio), ma alla coppia aveva fornito pure false generalità.
L’indagine
Nei guai con l’accusa di truffa e sostituzione di persona è finita una persona di 48 anni, originaria di Pieve a Nievole, con residenza a Montelupo Fiorentino e attualmente resosi irreperibile. La guardia di finanza di Arezzo ha inviato gli atti alla procura di Lucca competente per territorio, in quanto, stando all’accusa, la cifra versata in contanti (2000 euro) allo pseudo procuratore dai genitori del giovane calciatore è avvenuta in Lucchesia, prima di una partita tra squadre giovanili. La somma di 1800 euro invece sarebbe stata chiesta dal falso procuratore sportivo per registrare il trasferimento del figlio della coppia di appassionati sul sistema Fifa Trasfert, una piattaforma online per le federazioni affiliate alla Fifa utilizzata per registrare i trasferimenti di giocatori tra club, che è stata resa obbligatoria dal primo ottobre del 2010. Denaro poi versato attraverso un bonifico bancario dal conto della madre del baby giocatore a una carta prepagata intestata all’anziana mamma, ignara di tutto, del presunto patrocinante.
La scoperta del raggiro
Al sessantenne genitore il falso procuratore – che per mesi ha intrattenuto rapporti con l’uomo attraverso la chat di whatsapp – aveva sostenuto di aver acquistato il cartellino del giovane dalla società dilettantistica aretina nella quale militava. Insospettito, il padre del ragazzo ha chiesto informazioni al direttore sportivo della formazione valdarnese, che però ha negato la circostanza sostenendo di non aver mai visto e conosciuto quell’operatore di mercato, risultato poi un millantatore. Da lì la denuncia presentata alle fiamme gialle che, attraverso il numero telefonico del falso procuratore, consultando la banca dati sono arrivati alla vera generalità del truffatore, che per queste operazioni fraudolente utilizzava il cognome di sua madre.
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