Pescia, per l’agrario in lizza Lorenzini o alberghiero. È scontro aperto sull’Anzilotti
La Provincia approverà la delibera per l’accorpamento con il liceo pesciatino ma con la richiesta alla Regione di un’unione con il Martini di Montecatini
Pescia Siamo quasi ai pesci in faccia sulla sorte nell’imminente futuro dell’istituto tecnico agrario Anzilotti di Pescia, che a giorni perderà la sua autonomia scolastica.
La scuola superiore di viale Ricciano - per i freddi numeri che giocano un ruolo rilevante in questa storia - resta “promessa sposa” al glorioso ma zoppiccante liceo Lorenzini, dislocato com’è su quattro sedi e comunque destinato all’accorpamento in una fase successiva se adesso dovesse riuscire a mantenere l’autonomia come chiede il collegio dei docenti (il limite successivo sale da 600 a 900 iscritti). Anzilotti più Lorenzini insieme farebbero meno di 1600 alunni, che è il tetto da non superare come chiede la Regione Toscana. Si diceva dei calcoli, e qui tornano.
C’è però il territorio (inteso come Provincia di Pistoia, Comuni interessati, conferenza zonale dell’istruzione, sindacati) che spinge per una soluzione diversa, per una deroga a quanto scritto sulla delibera fiorentina, per interpretare a pro domo sua tutta questa operazione di “dimensionamento” voluta dall’attuale governo e applicata controvoglia dalla Regione (che si era opposta, ma è uscita perdente al Tar).
E qui entra in gioco l’istituto alberghiero Martini di Montecatini, altra istituzione formativa riconosciuta anche fuori dai confini della Valdinievole (pure questa dislocata su più sedi, tre nello specifico). «Sarebbe l’unione meno dolorosa per tutti», sottolinea la consigliera provinciale delegata alla scuola Lisa Amidei, che si fa portavoce di questo matrimonio tirato fuori al fotofinish (a caldeggiarlo è stata anche la consigliera regionale Pd Federica Fratoni). Il fatto è che Anzilotti più Martini insieme farebbero 1178 studenti, superando di 178 unità il limite imposto di 1600 iscritti. E dunque i calcoli non tornano.
Ecco allora come sta lo stato dell’arte della manovra, per chiarire i contorni di una vicenda che ha mandato in subbuglio la popolazione scolastica (si sprecano le mail, le chat, i conciliaboli, nella maggior parte dei casi svolti sottotraccia). Ma l’informazione è una cosa seria, bellezza. Si diceva. Il consiglio provinciale oggi approverà la delibera per l’accorpamento dell’agrario con il liceo Lorenzini (deve inviarla entro sabato alla Regione, che già lunedì la recepirà con un ulteriore atto). «In alcuni incontri informali abbiamo chiesto se ci fosse disponibilità a una soluzione diversa, ma la Regione è irremovibile perché il ragionamento è sui numeri; in questa fase non abbiamo margini di manovra», spiega la consigliera delegata.
Ma la stessa Amidei, sperando in un ravvedimento, allegherà in calce alla delibera una mozione a sua firma, nella quale evidenzia come «per affinità degli indirizzi, progettualità in comune, comunione di intenti, obiettivi e finalità con la quale c’è già un percorso nell’ambito dell’Istruzione tecnica superiore (Its), sarebbe più opportuno l’accorpamento dell’agrario Anzilotti di Pescia con l’alberghiero Martini di Montecatini». Altro che numeri. «Ritengo che l’operazione obbligatoria di fusione e/o accorpamento debba essere il più indolore possibile – si aggiunge – e non debba perdere di vista i principi fondamentali della scuola e cioè gli stimoli, le iniziative e il lavoro che deve essere portato avanti in armonia perché a cascata si rifletterà su docenti, studenti e famiglie».
Resta il fatto che l’agrario dovrebbe restare da solo: per la sua storia (è stato fondato nel 1908), per la sua identità, per i suoi pregi particolari (il frantoio, i terreni, le serre, gli eventi che organizza). Ma a Roma che ne sanno. l
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