Il Tirreno

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Il lutto

Addio a Fabio, giovane guerriero: la malattia, la grande forza d’animo e i ricordi

di Martina Trivigno

	Fabio Camelli
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Fabio Camelli

Camelli, 27 anni, di Lamporecchio, da quattro mesi combatteva contro una malattia. Aveva lavorato alla Sammontana. «Ragazzo altruista e coraggioso, un dolore enorme»

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LAMPORECCHIO. In una foto, Fabio Camelli, di Lamporecchio, è di spalle e guarda il mare. Lontano, verso l’orizzonte. In un’altra sorride verso l’obiettivo, una mano sulla cuffia, l’altra sulla consolle. C’è un mondo in quelle due foto. Il mondo di Fabio, 27 anni, dal sorriso contagioso e lo sguardo fiero. Un ragazzo pieno di sogni e tanto coraggio. La forza, poi, non gli è mai mancata. Neppure nel momento più terribile quando, forse, ha capito che quella malattia non l’avrebbe sconfitta. Ma combattuta sì, fino alla fine. «Io guarirò», diceva ai suoi amati genitori, Janette e Marco, alla fidanzata Chiara e agli amici di una vita per fare loro forza. Più a loro che a se stesso.

Perché Fabio, che si è spento ieri all’ospedale Cisanello di Pisa, era così, come racconta chiunque lo conoscesse. Gli amici ne parlano mentre le lacrime si confondono con i sorrisi, mentre i ricordi di momenti felici passano davanti ai loro occhi. E lo vedono lì, che prende in mano lo scatolone con dentro gli addobbi natalizi. «Su, forza, facciamo l’albero di Natale», diceva ai suoi genitori con il suo tono allegro. Eppure gli ultimi tempi sono stati difficili, per lui e tutti i suoi cari. La malattia è comparsa all’improvviso, quattro mesi fa. Ma Fabio, che aveva lavorato anche alla Sammontana di Empoli, non era tipo da abbattersi. Così era andato a Milano per ricevere le cure, poi era tornato a casa: voleva riprendere in mano la sua vita. Fare sport e poi c’era la musica, una passione immensa. Invece no. La malattia si è ripresentata, ancora più aggressiva. E il guerriero Fabio era lì, pronto a parare i colpi. Questa volta troppo forti anche per un combattente come lui.

Ora resta solo tanto dolore. Lamporecchio e in particolare Cerbaia, la frazione in cui viveva, sono in lutto. Un intero paese è incredulo di fronte a un dolore troppo grande. «Quando se ne va un ragazzo così giovane, perdiamo anche un pezzo di futuro», è uno dei messaggi giunti alla famiglia. Così come si sommano i messaggi di cordoglio. «Fabio era sensibile, altruista, sempre pronto a scherzare anche nelle difficoltà più estreme – ricordano gli amici – Amava la musica, i suoi dischi, il divertimento. Era serio sul lavoro, leale e sincero». In questi giorni, gli amici di sempre non l’hanno mai abbandonato. Hanno riempito di affetto quella stanza dell’ospedale Cisanello, accogliendo in un caldo abbraccio anche la famiglia di Fabio, molto stimata e benvoluta a Lamporecchio e non solo.

«Un lutto immenso ha colpito la famiglia di un nostro consigliere – fanno sapere dal circolo Tamburini – A lui e a tutti i suoi familiari le nostre più sentite condoglianze e l’abbraccio forte di tutta la comunità di Cerbaia».

Il funerale sarà celebrato domani (sabato 16), alle 14,30, nella chiesa di Santo Stefano a Lamporecchio. Saranno in tantissimi per l’addio a un ragazzo che in poco tempo ha saputo lasciare un segno indelebile in chiunque l’abbia conosciuto. «Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo», scriveva Isabel Allende. E il ricordo di Fabio Camelli vivrà in eterno. Come l’esempio per quella battaglia che ha combattuto fino all’ultimo istante con il sorriso anche nel dolore.

Mentre le immagini scorrono, un’ultima foto.

È sempre lì, davanti alla consolle. La musica non si può sentire, ma il silenzio fa rumore. Lo sguardo è rivolto verso chi gli vuole bene. E sorride. 

 

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