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Montecatini, recuperi simulati di cani randagi: 2 condanne e 5 patteggiamenti

Montecatini, recuperi simulati di cani randagi: 2 condanne e 5 patteggiamenti

Tra i reati contestati , maltrattamento di animali, truffa e falsità ideologica

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MONTECATINI. Maltrattamento di animali, simulazione di reato, falsità ideologica, truffa. Si è conclusa con due condanne per rito abbreviato, cinque patteggiamenti, un proscioglimento e un’assoluzione l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Pistoia relativa agli abbandoni simulati di cuccioli di cane portati alla luce lo scorso anno dalla polizia stradale di Pistoia e dalla Municipale di Montecatini.

I cani, di varie razze ed età, in base a quanto ricostruito dagli inquirenti, venivano trasportati in condizioni precarie dalla Sicilia fino in Valdinievole, e lì, simulando che fossero stati ritrovati nel territorio comunale di Montecatini e, in un caso, in quello di Chiesina Uzzanese, fatti accogliere nel canile Hermada, convenzionato con i due Comuni per l’assistenza e la cura degli animali randagi recuperati.

Ieri mattina, a patteggiare la pena – previo accordo con il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giuseppe Grieco, e dopo aver risarcito il danno causato alle amministrazioni comunali coinvolte – sono stati Marcella Aronni (10 mesi), Erica Venturini (10 mesi), Maria Antonietta Rossignoli (7 mesi e 10 girni), Giulietta Magrini (un anno) e Ilaria Focacci (un anno). Processati per rito abbreviato e condannati a 8 mesi Fabio Licata e Maria De Santis, mentre Letizia Trovato è stata rinviata a giudizio.

Assoluzione invece per una dei dieci imputati e proscioglimento per un’altra.

Le accuse per il reato di maltrattamento di animali derivano dalle due circostanze accertate in cui i cani randagi erano stati trasportati dalla Sicilia (in cui praticamente non esistono strutture per la loro accoglienza ) fino in Toscana in condizioni tutt’altro che idonee. Nel primo caso, il 26 febbraio 2020, otto cuccioli erano stati stipati in tre semplici trasportini per centinaia di chilometri a bordo di una Fiat Multipla, fino a Montecatini. Nel secondo, 33 cani di varie taglie ed età, erano stati rinchiusi in 8 trasportini, senza bere e mangiare, a bordo di un furgone Volkswagen, bloccato poi per un controllo dalla polizia stradale nei pressi del casello Impruneta dell’autostrada A1, il 4 dicembre 2021.

Come accennato, il fine di tutto sarebbe stato (secondo gli imputati) quello di salvare ed evitare un triste destino ai cani randagi recuperati in Sicilia, mettendo in atto, tuttavia, una serie di comportamenti illegali.

In relazione al primo episodio di maltrattamento, ad esempio, Marcella Aronni, all’epoca legale rappresentante dell’Associazione amici degli animali onlus (che anche attualmente, con nuovi responsabili, estranei alla vicenda, gestisce il canile Hermada di Montecatini) era accusata anche di simulazione di reato, per aver inscenato che l’abbandono fosse avvenuto a Montecatini: un’altra delle imputate aveva avvertito la polizia municipale per far attivare il servizio di accalappiaggio e far ricoverare i cuccioli al canile. Causando, a catena, altri due reati, quelli di falsità ideologica e di truffa, relativi alle spese sostenute, appunto, per l’accalappiaggio, il mantenimento e le cure veterinarie, per le quali l’associazione aveva chiesto poi il rimborso al Comune di Montecatini: in questo caso, poco meno di 3mila euro.

In un caso, l’abbandono simulato aveva riguardato dei cuccioli arrivati da fuori Toscana e già ospitati temporaneamente nel canile Hermada: per poter ottenere i rimborsi relativi alla loro cura, era stato inscenato un nuovo recupero nel territorio comunale di Montecatini, il 21 novembre 2021. In questa circostanza, l’importo contestato per il reato di truffa era stato di 585 euro. Danni economici tutti risarciti dagli imputati che ieri hanno patteggiato la pena.
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