Sicurezza
Pescia, accorpamento dell’Agrario: designato il liceo Lorenzini
Provincia: «Applicato il criterio del minor numero di alunni»
PESCIA. «Ad ora la nostra proposta prevede la fusione dell’Anzilotti con il Lorenzini, in conformità ai criteri stabiliti dalla Regione che chiede di restare sotto le 1600 unità di studenti dopo l’accorpamento. Ci sembra la soluzione migliore, le altre possibilità non sono percorribili perché unendo l’agrario al Sismondi-Pacinotti si formerebbe un istituto sovra dimensionato, mentre nel caso del Marchi-Forti c’è già una dislocazione in due comuni diversi perciò ci sembra più difficoltoso».
A quanto pare da queste parole di Lisa Amidei, delegata della Provincia all’istruzione, il dado sembra già esser stato tratto. L’istituto agrario Dionisio Anzilotti di Pescia, tra i 15 in tutta la Toscana su cui cadrà la scure del mancato raggiungimento della soglia minima di 600 studenti e 400 nei comuni montani e isolani – l’altro caso in provincia riguarda la fusione tra i due istituti comprensivi Ferrucci di Larciano e Berni di Lamporecchio – sarà probabilmente accorpato al concittadino liceo Lorenzini dal prossimo anno scolastico, 2024-25.
Viene così sciolto l’unico interrogativo che in questi giorni restava sospeso, con l’intera Valdinievole a domandarsi quale scuola superiore delle tre pesciatine (molto meno probabili connessioni geograficamente più dispersive) avrebbe dovuto condividere con l’agrario preside, direzione servizi generali e amministrativi (dsga) e personale Ata. Il criterio privilegiato dalla Provincia sarebbe appunto quello del minor numero di studenti del nuovo maxi istituto. Rispetto infatti ai 1163 alunni del professionale Sismondi-Pacinotti e ai 906 del Marchi-Forti, l’unico altro tecnico con sede a Pescia, il Lorenzini (con indirizzi scientifico, linguistico, classico, scienze applicate e scienze umane) ne conta 794.
«Gli istituti interessati sono già al corrente della nostra proposta su cui dovremo deliberare in consiglio provinciale venerdì per poi inviarla in Regione (la giunta toscana si riunirà il 18, nda) – spiega Amidei – . La scorsa settimana abbiamo fatto due riunioni, la prima con il dirigente dell’Anzilotti (Francesco Panico), il Comune di Pescia e l’Ufficio scolastico provinciale, la seconda anche con la dirigente del Lorenzini (Annalisa Fattori). Personalmente sono assolutamente contraria a questi tagli del governo ma come Provincia non abbiamo alternative, sappiamo che ogni scuola ha i suoi problemi e i suoi buoni motivi per evitare l’accorpamento, noi ci siamo basati esclusivamente sul dato numerico di studenti». Le modalità dell’accorpamento verranno definite in seguite dall’Ufficio scolastico regionale, ma il processo sembra ormai irreversibile e per una scuola superiore suddivisa in 5 sedi da un anno e mezzo, con ancora la partita della sede del futuro tutta da giocare, questa novità suona un po’ come una batosta che non ci voleva. Stessa situazione vissuta dall’Anzilotti, benché i 524 studenti iscritti, sotto dunque la soglia di 600 indispensabile a mantenere l’autonomia, avessero reso tutto molto chiaro fin da subito.
L’appello della Cgil
Intanto, con una lettera-appello rivolta alla Regione Toscana e al suo ufficio scolastico, a quello provinciale, alla conferenza zonale della provincia di Pistoia, ai dirigenti e a l personale delle scuole superiori interessate, rappresentanti sindacali compresi, la segreteria provinciale della Flc Cgil Pistoia ha elencato tutte le ragioni contrarie a questo accorpamento. «L’istituto tecnico agrario Anzilotti – si legge nella nota – essendo una realtà scolastica particolarmente complessa, sia per la sua costituzione che per la gestione, non può venir accorpata facilmente con altri istituti. Questa scuola è composta, oltre all’istituzione scolastica, dall’azienda agraria di oltre 10 ettari, perfettamente operativa, con oliveti e vigneti, un frantoio funzionante, oltre a diverse serre attualmente produttive, e dal convitto. La gestione amministrativa dell’istituto prevede una contabilità in “partita doppia”, che non si ritrova in nessun altra scuola. Da considerare, inoltre, che l’azienda agraria è elemento peculiare di questo istituto e di pochissimi altri nella nostra regione, con l’accorpamento ad altra scuola, potrebbe essere destinata a scomparire. A questo si aggiunga che si tratta di una realtà scolastica ben inserita nel tessuto produttivo dedito al vivaismo ornamentale e olivicolo».
Sulla fusione col Lorenzini, il sindacato aggiunge che il liceo pesciatino «ha attualmente forti problemi legati all’edilizia scolastica, che rende molto complicata la sua gestione data la dislocazione su 5 plessi. Inoltre è evidente che ha altra tipologia di studi rispetto a quelli dell’offerta formativa di un istituto tecnico. La gestione dei due istituti sarebbe assai difficoltosa date le loro peculiarità e comprometterebbe il loro buon funzionamento didattico».
Questo dopo aver già escluso le ipotesi Sismondi-Pacinotti «perché si supererebbe il tetto dei 1600 studenti» e Marchi-Forti «perché l’accorpamento avverrebbe con una scuola che insiste su territorio comunale non limitrofo», considerando che la sede del Forti, che peraltro aspetta la costruzione di un nuovo plesso in fase di progettazione negli uffici della Provincia, si trova a Monsummano. «Siamo quindi a chiedere che si eviti l’accorpamento dell’Itas Anzilotti di Pescia con un altro istituto secondario di secondo grado – la conclusione di Flc Cgil Pistoia – al fine di evitare peggioramenti inevitabili sia per l’Anzilotti che per l’istituto che verrebbe accorpato ad esso».
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