Il Tirreno

Montecatini

La storia

Montecatini, una nuova famiglia per Cenere la gatta rimasta orfana di Giusy

di Simona Peselli
Montecatini, una nuova famiglia per Cenere la gatta rimasta orfana di Giusy

La sua proprietaria, che viveva in una roulotte, è morta dopo una storia di dolore ed emarginazione

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MONTECATINI. L’hanno trovata morta nella sua roulotte in via della Nievoletta, a cinque minuti dal centro. Il suo nome, Giuseppina, poco dice a molti. Per lei hanno parlato anni di episodi fuori dall’ordinario. Ma anche dopo la sua scomparsa c’è chi ha pensato a lei. È Antonia Moscatiello, una signora appassionata di gatti, che ha adottato la sua micia che era rimasta “orfana”: «Si chiama Cenere, così come l’aveva chiamata la sua “mamma” Giusy che sicuramente adesso è diventata un angioletto. Non era un bel posto quello dove viveva, faceva tanto freddo, ma Giusy le voleva bene, spesso la portava in giro al guinzaglio o nel trasportino. Adesso è già quasi la padrona di casa. Gioca e dorme accoccolata su questo cuscino morbido».

Antonia Moscatiello ha preso con sé il gattino di Giuseppina Squittieri. Aveva 53 anni, l’hanno trovata senza vita nella sua roulotte due vicini di “baracca” domenica 3 dicembre di mattina. Giusy per chi la conosceva era un’anima inquieta e disperata. Molti mal sopportavano il suo passaggio e le sue numerose intemperanze. Nessuna autopsia, un funerale veloce di martedì e praticamente nessuno alla cerimonia funebre.

Troppe volte protagonista di episodi che avevano “infastidito” i passanti e i titolari di esercizi pubblici che spesso chiamavano le forze dell’ordine. Giusy era la “diversa”.

Eppure anche per lei c’erano stati anni di vita “normale”, c’è chi racconta del suo passato in una famiglia abbiente, della morte di un compagno e del suo viaggio agli inferi, col “conforto” di alcol e troppi farmaci.

Un male di vivere affrontato con un desiderio di farsi notare nel mondo con comportamenti, come raccontano molti, esuberanti. Una senza casa, senza portafogli, senza persone disposte a seguirla nel suo percorso di follia e di depressione.

La donna, “colpevole” di fragilità dormiva in una roulotte fatiscente insieme ad alcuni animali. Giusy sopravviveva urlando tutta la disperazione del suo malessere e causando negli altri altrettanta disperazione con gesti spesso folli, nelle “vie del lusso” di Montecatini.

Giusy era diventata un qualcosa da allontanare e da cui fuggire il più lontano possibile. Disturbava continuamente e molti la tenevano a distanza. Giusy viveva insieme a due gatti e a un cane, in mezzo a cumuli di immondizia. Ma per quelle bestiole Giusy ritrovava forse per un attimo calma e dolcezza. In quella roulotte maleodorante si poteva scovare una scatoletta di cibo speciale per cani e gatti.

Adesso il “problema Giusy” è archiviato per sempre. Il suo corpo malconcio non ha resistito a decenni di strada. Il freddo sicuramente avrà aiutato. Le bestiole orfane hanno trovato rifugio al canile Hermada di Montecatini.

Fortunatamente la gattina Cenere è stata accolta da Antonia Moscatiello. Ma in mezzo a tanta indifferenza e disprezzo c’è stato chi ha avuto per Giusy momenti di gentilezza: «Insieme a mio marito – racconta Antonia – abbiamo fatto quello che potevamo portando a Giusy vestiti e pasti caldi. Lei riceveva ogni mese il pacco, ma dentro c’erano per lo più alimenti da cucinare come pasta e pomodoro. Ma Giusy non aveva il fornello del gas e altro per cuocere all’interno della roulotte. Quando aveva bisogno e ci chiamava eravamo immediatamente pronti anche per accompagnarla oppure ad assisterla. Abbiamo cercato anche una fotografia da mettere al cimitero. Nel nostro piccolo abbiamo provato a fare tutto il possibile, ma bisognava seguirla forse in un altro modo. Anni fa lei viveva all’interno di una struttura. Adesso la sua era soltanto una situazione di degrado. Vicino a questa roulotte ce ne sono altre due oltre a una casetta costruita con materiale di recupero in cui vivono altre persone».

Com’è morta Giusy e perché, non interessa proprio a nessuno. Di lei restano soltanto una croce di legno con un pupazzo arancione e una roulotte scassata vuota e piena di tristezza e solitudine. l


 

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