Il Tirreno

Montecatini

Montecatini e il basket

Grazie al derby il Palaterme si riscopre luogo di aggregazione

di Lorenzo Carducci
Grazie al derby il Palaterme si riscopre luogo di aggregazione

Oltre 2300 spettatori alla stracittadina tra Herons e Gema

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MONTECATINI. «Mio figlio era entusiasta, mi ha detto: non ho mai visto il Palaterme così pieno in vita mia. Gli ho sorriso, in maniera un po’ beffarda, ma mi ha fatto piacere l’entusiasmo con cui me l’ha detto. La cosa bella è che la domenica pomeriggio c’è un’occasione per fare qualcosa insieme agli amici, con genitori e figli nello stesso posto».

Lo spot migliore del derby di Montecatini sta in questo messaggio di un genitore, tra i 2310 spettatori accorsi al Palaterme per la stracittadina dei record. Un segnale di quanto la domenica al palazzetto – con i colori rossoblù sullo sfondo – sia tornato e stia tornando sempre di più un fenomeno di aggregazione. Intergenerazionale e trasversale, come accade quando dello sport spicca il valore sociale, senza dubbio il più prezioso.

Specialmente a Montecatini, che nel basket ha sempre cercato la miglior immagine di se stessa, dagli specchi scintillanti dell’epoca d’oro fino a quelli più appannati degli ultimi anni, prima del miracoloso effetto “sgrassante” di Herons e Gema. Raggiungendo e superando le duemila anime, un decimo della propria popolazione, la città mantiene una promessa interiore che l’aritmetica aiuta ancor di più ad apprezzare. Perché a pensarci bene, se si sottraggono al totale i circa 1200-1300 e 400-500, i tifosi rispettivamente di aironi e leoni presenti stabilmente al palazzo, restano almeno 600 curiosi in più venuti alla festa, diversi anche da fuori Montecatini (qualcuno anche da Pistoia, oltre a qualche vip come l’attore Sergio Albelli e il giocatore dell’Empoli calcio in serie A Razvan Marin).

Quelli che in accezione negativa vengono spesso definiti spettatori della domenica, ma che al contrario, nel bicchiere più che mezzo pieno di acqua termale, rappresentano il sale minerale indispensabile per il salto di qualità, la cartina di tornasole del richiamo dell’evento ben oltre lo zoccolo duro, comunque in costante aumento. All’indomani della 12esima stracittadina la Fabo si risveglia Patrona (ieri era Santa Barbara) , capolista solitaria di un girone equilibratissimo e ancora tutto da vivere. Ma la vittoria più importante, quella dell’atmosfera, dello spettacolo e anche della sportività in campo, è di tutti. Compresa Gema, che nonostante l’amarezza per il finale certifica il valore della squadra, con lo slancio del nuovo progetto riconcepito quest’estate. Nel giorno di festa Montecatini rallenta e riassapora l’emozione della sera prima, per strada e nei bar la gente parla della partita, dei suoi protagonisti, del passato rossoblù e inevitabilmente anche di cosa sarà.

Felicità a momenti e futuro incerto, cantava Tonino Carotone. Incerto anche perché l’anno prossimo è probabile si vada fuori Montecatini, per la ristrutturazione che il Palaterme aspetta da anni. A maggior ragione, questi momenti di felicità meritano di essere vissuti al massimo. Dai babbi, dai bimbi e da tutti coloro che la domenica sentono un richiamo speciale. l

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