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Montecatini, al derby “temperatura bollente” per gli oltre duemilatrecento del Palaterme

di Lorenzo Mei
Montecatini, al derby “temperatura bollente” per gli oltre duemilatrecento del Palaterme

Record di spettatori al palazzetto per il match tra Fabo e Gema

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Montecatini «Pigliamoci Montecatini». Non siamo in Romanzo Criminale. Niente Dandi, niente Libanese, niente Freddo. L’unica mitraglia, Mario Boni, non è nemmeno in tribuna, segue da casa, come sempre per la stracittadina. Eppure il clima del derby è un po’ questo, in palio c’è il comando della città nel basket, non per niente è il sindaco Luca Baroncini a consegnare agli arbitri il pallone con cui si gioca. Al tavolo della stampa qualcuno pensa già al titolo: «Domani è Santa Barbara, chi vince si sveglia patrona».

Esagerazioni, “cariàte” come si direbbe in slang termale, ma la cifra della città è questa, altrimenti non ci sarebbero 2.310 persone a una partita di B, non ci sarebbero la mascotte con cresta e becco giallo che fa la breakdance, o le bimbe (bravissime) a ballare nei time-out. Lo spettacolo all’inizio è tutto nel contorno, perché la colonna sonora dei primi minuti, oltre ai cori delle curve, è fatta di “sdeng”, il suono della palla che martella il ferro (1/8) e di urlacci dei coach per le palle perse. Barsotti è (letteralmente) il sesto uomo in campo, visto che nella foga si dimentica la linea, Del Re spende un fallo tecnico “tattico”. Scrostato dalla ruggine troppo spessa della C gold, questo è un bel derby, con le curve che si punzecchiano senza eccedere, anche se è difficile inventarsi cori che non si sovrappongano: «Rossoblù» grida l’Onda d’Urto, la curva Ovest canta «Montecatini».

Nella follia del terzo quarto i break incrociati alzano il livello dei decibel riportando alla mente il Palaterme di una volta. L’ultimo periodo è una tachicardia per duemilatrecento: gli aironi arrivano agli ultimi 3 giri di lancetta davanti, il finale ha il clima di un altoforno. Alla fine si decide negli ultimi 7 secondi, con una sfida incrociata dalla lunetta. L’ultima immagine è quella di Chiera che scappa dal fallo: l’azione che vale la partita non finisce con un canestro, ma i derby sono così, una specie di sottosopra delle emozioni. Festeggia il pubblico di casa, ma anche la Gema si prende gli applausi dei suoi. Avviso al campionato: Montecatini è tornata, ed è forte. 

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