Sicurezza
Montecatini, al derby “temperatura bollente” per gli oltre duemilatrecento del Palaterme
Record di spettatori al palazzetto per il match tra Fabo e Gema
Montecatini «Pigliamoci Montecatini». Non siamo in Romanzo Criminale. Niente Dandi, niente Libanese, niente Freddo. L’unica mitraglia, Mario Boni, non è nemmeno in tribuna, segue da casa, come sempre per la stracittadina. Eppure il clima del derby è un po’ questo, in palio c’è il comando della città nel basket, non per niente è il sindaco Luca Baroncini a consegnare agli arbitri il pallone con cui si gioca. Al tavolo della stampa qualcuno pensa già al titolo: «Domani è Santa Barbara, chi vince si sveglia patrona».
Esagerazioni, “cariàte” come si direbbe in slang termale, ma la cifra della città è questa, altrimenti non ci sarebbero 2.310 persone a una partita di B, non ci sarebbero la mascotte con cresta e becco giallo che fa la breakdance, o le bimbe (bravissime) a ballare nei time-out. Lo spettacolo all’inizio è tutto nel contorno, perché la colonna sonora dei primi minuti, oltre ai cori delle curve, è fatta di “sdeng”, il suono della palla che martella il ferro (1/8) e di urlacci dei coach per le palle perse. Barsotti è (letteralmente) il sesto uomo in campo, visto che nella foga si dimentica la linea, Del Re spende un fallo tecnico “tattico”. Scrostato dalla ruggine troppo spessa della C gold, questo è un bel derby, con le curve che si punzecchiano senza eccedere, anche se è difficile inventarsi cori che non si sovrappongano: «Rossoblù» grida l’Onda d’Urto, la curva Ovest canta «Montecatini».
Nella follia del terzo quarto i break incrociati alzano il livello dei decibel riportando alla mente il Palaterme di una volta. L’ultimo periodo è una tachicardia per duemilatrecento: gli aironi arrivano agli ultimi 3 giri di lancetta davanti, il finale ha il clima di un altoforno. Alla fine si decide negli ultimi 7 secondi, con una sfida incrociata dalla lunetta. L’ultima immagine è quella di Chiera che scappa dal fallo: l’azione che vale la partita non finisce con un canestro, ma i derby sono così, una specie di sottosopra delle emozioni. Festeggia il pubblico di casa, ma anche la Gema si prende gli applausi dei suoi. Avviso al campionato: Montecatini è tornata, ed è forte.
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