Il Tirreno

Montecatini

Il caso

Montecatini, violenza sessuale di gruppo in un pub della movida: il pm chiede il rinvio a giudizio per due giovani

di Massimo Donati
Via IV Novembre cuore della movida di Montecatini
◗
Via IV Novembre cuore della movida di Montecatini

Sotto accusa un 31enne di Buggiano e un 27enne residente a Montecatini

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il fatto sarebbe accaduto nella notte del primo settembre dello scorso anno all’interno di un pub lungo viale IV Novembre, il viale della movida, a Montecatini. Le misure cautelari, invece, erano scattate sette mesi dopo, al termine di una complessa attività di indagine portata a termine dagli uomini del commissariato di viale Adua. A finire agli arresti domiciliari erano stati Giovanni Magrini, 31 anni, nato a Pescia e residente a Buggiano, e Matteo Capaccioli, 27 anni, nato a Bagno a Ripoli e residente a Montecatini, accusati di violenza sessuale di gruppo.

Ed è per tale reato che, chiuse le indagini, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Giuseppe Grieco, ha chiesto adesso il rinvio a giudizio di entrambi gli indagati, che dovranno comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare Luca Gaspari il 20 dicembre. Difesi dagli avvocati Claudio Del Rosso e Silvia Perondi, il primo, e Nicola Bastiani e Cristina Gradi il secondo, entrambi si trovano ancora ai domiciliari.

Vittima della presunta violenza sessuale, una ragazza italiana, oggi ventenne, che aveva sporto denuncia due giorni dopo l’accaduto, convinta dalla famiglia alla quale aveva raccontato quello che le era successo.

Secondo quanto hanno ricostruito dagli inquirenti – anche attraverso i messaggi che i due indagati si erano scambiati quella sera in chat – la ragazza aveva incontrato Capaccioli (che già conosceva e con cui aveva avuto un rapporto intimo un paio di mesi prima) nel locale in cui lui lavorava, e lì, a fine turno, avevano bevuto qualcosa insieme. La ragazza, che era anche a digiuno, abbondando con le consumazioni alcoliche.

Intorno alle 4, i due erano usciti in strada per fumare una sigaretta ma Capaccioli l’avrebbe l’aveva accompagnata verso un altro locale, quello di cui era socio l’amico Magrini, che aveva già avvertito via sms del loro arrivo.

Proprio nei messaggi scambiati fra i due indagati, come accennato, secondo il gip, che poi aveva disposto l’arresto di entrambi, ci sarebbero le prove della premeditazione di ciò che sarebbe successo in seguito.

Fatto sta che la ragazza, in stato confusionale per aver bevuto troppo – e anche a causa dei farmaci che assumeva in quel periodo – era stata fatta entrare nel secondo locale, già chiuso ma riaperto appositamente da Magrini. E lì, in una stanza di servizio, si sarebbe consumata la violenza sessuale di gruppo. Con la ragazza – avrebbe poi raccontato – che subiva inerme, senza reagire, estraniandosi da quanto stava avvenendo per paura di una reazione violenta dei due nei suoi confronti e dovuta al fatto, come si legge nel capo di imputazione, di trovarsi in un locale senza avventori e ormai chiuso e alla presenza di un estraneo.

Una situazione assai insidiosa scrive il pm, in cui la ragazza si sentiva trattata come “una bambola inanimata”, senza che i due le rivolgessero neppure una parola. Minuti di terrore che non dimenticherà per tutta la vita.

Terminata la violenza, la giovane aveva raggiunto un’amica che lavora in un altro locale di viale IV Novembre e le aveva confidato di essere stata violentata. Il giorno successivo aveva raccontato tutto ai famigliari, che l’avevano accompagnata prima in ospedale per farsi visitare e poi in commissariato per sporgere denuncia, identificando subito i due presunti autori della violenza.

Immediatamente erano iniziate le indagini. Un’attività complessa e delicata per la fattispecie di reato contestata, portata avanti attraverso la raccolta di testimonianze, la visione delle registrazioni delle telecamere presenti nella zona di viale IV Novembre e anche con il sequestro dei telefoni cellulari degli indagati. Quindi, l’incidente probatorio davanti al gip, nel corso del quale era stata messo agli atti il drammatico racconto della vittima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa