Sicurezza
Buggiano, la Sovrintendenza impone ancora di piantare i pini
Il paradossale caso di via Circonvallazione a Borgo a Buggiano. Al posto di 23 esemplari a rischio caduta collocata la stessa specie
BUGGIANO. I recenti (e ripetuti) eventi montecatinesi hanno riacceso i riflettori sulla pericolosità degli alberi a ridosso di luoghi frequentati, come le strade. E in particolare di un tipo di pianta: il pino domestico (o marittimo), che caratterizza molti viali. Come a Montecatini appunto.
Ma mentre è sempre più acceso il dibattito sull’opportunità di rimuovere queste piante dagli ambienti urbani e sostituirle con altre più adatte e sicure (come consigliato dagli agronomi) in Valdinievole c’è chi, lungo le strade, i pini li colloca. È il paradossale caso di viale Circonvallazione a Borgo a Buggiano. Ai lati della strada, realizzata nel secondo dopoguerra per evitare di far passare dalle strette strade del centro di Borgo il crescente traffico tra il resto della Valdinievole e Pescia, furono piantumati oltre cento esemplari di pino.
Niente di strano all’epoca: si trattava di una moda diffusasi nei decenni precedenti, quando i pini venivano apprezzati per la loro capacità di fare ombra, per il gradevole odore resinoso e anche per la velocità di crescita. Ma, a quanto sembra, all’epoca nessuno ebbe un pensiero al futuro, a tutti i problemi che quelle piante portavano con sé: radici superficiali in grado di rovinare le pavimentazioni, necessità di continue potature, ciclo vitale breve in ambiente urbano (già dopo 70/80 anni cominciano a morire) e, soprattutto, una struttura che una volta cresciute le rende, da un punto di vista fisico ancor prima che biologico, altamente instabili. Gli effetti di questa mancanza di visione si avvertono oggi, quando il futuro di allora è arrivato: ora che son passati 70, 80 anni da quando furono piantati, quegli alberi cominciano a cadere un po’ ovunque, anche in condizioni meteo normali. Figuriamoci quando soffia un vento forte come quello che di un paio di giorni fa.
In passato anche in via Circonvallazione, all’incrocio con via XXIV Maggio, qualche pino era caduto, ma le ultime ondate di vento hanno risparmiato l’ottantina di piante ad alto fusto che caratterizzano la strada. Su questo può aver influito la buona sorte, certo, ma probabilmente ha avuto un effetto maggiore quanto fatto in passato , quando tutte le piante furono sottoposte a un check up. Quell’analisi portò a una decisione drastica: sul centinaio di piante presenti all’epoca 38 avevano bisogno di interventi di consolidamento (usando i cosiddetti “cavi dinamici”), ma 23 dovevano essere proprio abbattute. L’intervento, fatto nel marzo del 2022 ( e che comprendeva anche le potature di mantenimento per tutte le piante) portò con sé parecchie polemiche, legate proprio all’abbattimento di quei 23 pini. Tagliare un albero non è certo una cosa piacevole, ma alla luce di quanto accaduto successivamente, si è rivelata una scelta probabilmente giusta . E anche se contro la fatalità non c’è ricetta che tenga, la manutenzione finora pare aver funzionato, anche se la scelta di piante diverse rispetto ai pini potrebbe dare ulteriore serenità.
E qui si arriva al secondo capitolo della storia, quello in apertura di articolo definito “paradossale”. Alle polemiche sollevate dal taglio di 23 pini ne seguirono altre, di natura diametralmente opposta, quando come previsto al loro posto furono piantati dei nuovi alberi. Il motivo? La scelta delle piante: ossia di nuovo dei pini domestici. Certo, oggi sono solo degli alberelli molto bassi, e non sarà un problema che riguarderà la nostra generazione. Però, mentre altrove, sulla base dell’esperienza e delle raccomandazioni degli agronomi, i pini si tolgono, qui sono stati piantati. Esattamente come avveniva 70 o 80 anni fa quando ancora si sottovalutavano, o non si conoscevano affatto, gli effetti a lungo (ma non lunghissimo) termine. Ma oggi si conoscono. Eppure...
A dirla tutta sia il Comune di Buggiano che la Provincia di Pistoia, guardando al domani e consci della pericolosità di questa specie, avevano chiesto di utilizzare altre piante per sostituire quelle abbattute, ma la decisione finale è stata della Sovrintendenza, che con una prescrizione inderogabile ha imposto di ripiantare dei pini. Se ne riparlerà, per queste 23 piante, tra una settantina di anni.
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