Sicurezza
Montecatini, psicologo arrestato per abusi sessuali su minorenni: l’incontro a scuola, le chat poi la trappola nel suo studio
Secondo l’accusa i reati commessi dal 2013 al 2023: le indagini partite dopo la denuncia di una paziente 14enne
MONTECATINI. La polizia di Montecatini ha arrestato uno psicologo di 40 anni per il reato di abuso sessuale nei confronti di alcuni studenti.
Secondo l’accusa, gli abusi sessuali – palpeggiamenti, pesanti carezze e contatti diretti – sono avvenuti dal 2013 al 2023 nei confronti di 10 pazienti, di cui 7 minorenni (e tra queste 4 ragazze all’epoca dei fatti minori degli anni 16) che, trovandosi in condizioni di fragilità e vulnerabilità, si erano rivolte al professionista per risolvere le loro problematiche personali.
L’indagine della procura è partita dalla denuncia formalizzata nel gennaio scorso da una vittima, che all’epoca dei fatti aveva solo 14 anni, che aveva conosciuto lo psicologo in un incontro in una scuola superiore della Valdinievole.
Secondo quanto accertato da chi indaga, una volta attirata la simpatia di alcuni giovani pazienti, lo specialista le invitava a sottoporsi a una terapia privata nel proprio studio professionale, inizialmente insegnando alcune tecniche di respirazione e rilassamento e poi utilizzando tecniche irregolari che vertevano sostanzialmente sul contatto fisico. È in quelle circostanze che le vittime, nel corso di alcune sedute nelle quali lo psicologo si sdraiava accanto a loro, in una stanza attigua allo studio dove erano stati collocati dei materassini, venivano toccate e subivano i palpeggiamenti.
Nei confronti dello psicologo sono state inoltre effettuate varie perquisizioni personali, che hanno interessato anche lo studio medico e la sua abitazione, oltre a ogni locale di sua pertinenza. Nel corso dell’attività, la polizia ha sequestrato alcuni supporti informatici (come computer, telefoni cellulari, memorie esterne, hard disk) sui quali emergevano i contatti con ulteriori ragazze, tutte sue pazienti, attraverso chat su vari social network, dove l’indagato era iscritto con profili anonimi, avendo tra i contatti soltanto giovani donne. È qui insomma che le adescava, secondo l’accusa.
Le indagini sono poi proseguite esaminando la posizione di ogni ragazzina presente nelle chat e raccogliendo le testimonianze di ulteriori otto vittime dell’uomo, che ai pubblici ministeri hanno confermato l’adozione di condotte successivamente valutate come di rilevanza penale da parte della procura di Pistoia. Alcune delle giovani ha inoltre spiegato che, nel corso degli anni, avvalendosi dei servizi di altri professionisti, non avevano più trovato in questi ultimi le stesse modalità di approccio offerte dall’arrestato.
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