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Montecatini, il Comune contro Rete 4: «Pronti a fare causa al programma tv e a chi l’ha ispirato»

di Luca Signorini
Montecatini, il Comune contro Rete 4: «Pronti a fare causa al programma tv e a chi l’ha ispirato»

Un servizio sulla città del programma “Fuori dal coro” fa scoppiare un putiferio: le frasi incriminate e le reazioni

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MONTECATINI. Due minuti di opinabile servizio l’altra sera su Rete 4 - in onda nel programma “Fuori dal coro” - fanno scoppiare un putiferio a Montecatini, definita a onor di telecamera “quella che era la città delle terme, oggi vive in mezzo a droga, coltelli e risse”.

La giunta comunale, per esempio, «ha espresso tutto il proprio sdegno» e afferma di valutare «ogni possibile azione a tutela dell'immagine della città, inclusa la possibilità di agire legalmente nei confronti di chi ha realizzato questo servizio e, se possibile e se identificato, anche nei confronti di chi ne è stato l'ispiratore». «Tale servizio ha presentato ai telespettatori una situazione assolutamente distorta della realtà – prosegue – disegnando una città in balia di spacciatori extracomunitari, protagonisti di risse, di degrado e di ubriachezza molesta. Pur non volendo nascondere i tanti, e in molti casi ultraventennali, problemi che stiamo attraversando, rifiutiamo categoricamente questa immagine che ci è stata appiccicata addosso. Servizi come questo rischiano di causare un danno grave e irreparabile non solo a una immagine che si sta faticosamente cercando di ricostruire e alla programmazione futura, ma anche a quel turismo che già oggi vede Montecatini come meta privilegiata».

Di azioni legali parlano anche le opposizioni in consiglio comunale e la Federalberghi Apam. «Il servizio sfocia in una rappresentazione distorta della realtà, lesiva del decoro e dell'immagine di Montecatini Terme – scrivono le minoranze – il servizio a nostro giudizio sfocia in una vera e propria diffamazione aggravata da tutelare nelle opportune sedi giudiziarie». «Un conto è rappresentare le problematiche presenti nel tessuto urbano, che nessuno vuole negare e che tanta fortuna politica hanno portato a chi oggi tace, altra cosa è l’inaccettabile rappresentazione della città che è stata data», sottolineano. Per questo motivo le minoranze hanno «conferito mandato ai nostri legali per intraprendere le opportune azioni a tutela del nome, dell'immagine e del decoro di un'intera città. Si propone che tali iniziative siano adottate dal consiglio comunale». Poi l’Apam: «Sono state affermate cose prive di fondamento (a cominciare dal numero di migranti che sarebbe ospitato nei nostri alberghi) ed è stata presentata una realtà distorta ai fini di provocare clamore mediatico, tale da arrecare un innegabile danno di immagine a Montecatini e alle sue attività imprenditoriali, con il concreto rischio di vanificare il nostro lavoro di promozione. Ci riserviamo di valutare eventuali azioni legali a tutela di una città turistico-termale e delle attività alberghiere».

Altra conseguenza di questa storia sono le dimissioni di Fabrizio Biondi dal comitato Priorità sicurezza, che avrebbe chiamato l’inviato di Rete 4, in quanto «io sono completamente in disaccordo con il servizio». 

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