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Montecatini, in crescita le malattie professionali: gli infortuni calano del 12 per cento
I dati alla Giornata dell’Anmil. Il presidente: «Criticità per le polveri sottili»
PONTE BUGGIANESE. Calano gli infortuni sul lavoro in provincia di Pistoia ma aumentano sensibilmente i casi di malattie professionali. È questo quanto rileva un’elaborazione dell’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, effettuata su dati forniti dall’Inail. Questi dati sono stati presentati all’edizione numero 73 della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall’Anmil sezione di Pistoia, svoltasi ieri alla biblioteca comunale di Ponte Buggianese. L’evento, patrocinato dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune di Ponte Buggianese, dall’Inail e dall’Asl, ha visto la presenza degli amministratori ma, soprattutto, ha attirato un foltissimo pubblico. Confrontando l’arco temporale gennaio agosto 2022 e 2023, si evince che, se l’anno scorso in provincia di Pistoia erano stati denunciati 1994 infortuni sul lavoro, il dato del 2023 si attesta su 1771 casi segnalati. Si scende dunque del 12%. Confortante poi lo “0” nella casella degli infortuni mortali mentre lo scorso anno, nei primi 8 mesi dell’anno, la provincia di Pistoia aveva già pagato un pesante tributo di sangue con 3 lavoratori deceduti. Il moderato ottimismo derivante dalla diminuzione di questi eventi stride tuttavia di fronte all’aumento delle malattie professionali denunciate e riconosciute dall’Inail. Se nel 2022, da gennaio ad agosto, erano state riconosciute 178 patologie causate dall’aver svolto un’attività lavorativa, nel 2023 questo dato è salito a 228 casi, con un incremento del 28, 1%. Di fronte a un simile andamento, grande è la preoccupazione di Alessandro Grassini, presidente Anmil della Toscana e della provincia di Pistoia. «Se vengono fatti gli esami opportuni, le malattie professionali purtroppo emergono. Questo denota che ancora manca una mentalità di prevenzione del rischio, indispensabile per ridurre casistiche di questo tipo. I medici del lavoro segnalano come potenzialmente pericolose, se non effettuate con le giuste protezioni, le lavorazioni nelle concerie, nel legno e nell’edilizia in quanto si tratta di processi lavorativi in cui vi è la produzione di una gran quantità di polveri sottili. Questi microelementi sono la causa di svariate malattie polmonari come il mesotelioma pleurico, di cui in provincia abbiamo moltissimi casi in quanto di questa patologia si sono ammalati, anche ad anni ed anni di distanza dall’esposizione, i lavoratori del comparto ferroviario ed edilizio che si sono approcciati per lungo tempo all’amianto».
La preoccupazione per Grassini è che molti lavoratori colpiti dalle malattie professionali abbiano poi serie difficoltà economiche in quanto la normativa nazionale prevede che, per accedere alla rendita mensile, occorrono ora 16 punti specifici assegnati dalla commissione medica mentre prima ne erano sufficienti 11: «Anche nella nostra provincia sono sempre più numerosi i casi di ex lavoratori in difficoltà, per cui non esito a dire che questi parametri vadano rivisti al ribasso». Da quanto è emerso nel convegno, ci sono poi criticità nell’ apparato che protegge i lavoratori. Negli anni Novanta, la sede Inail di Pistoia aveva ben 90 dipendenti, ridotti oggi a sole 25 unità. Anche per questo il responsabile dell’Inail della provincia di Pistoia Massimo Lucchesi afferma: «La situazione contingente è difficile ed è anche per questo che i lavoratori sono chiamati a uno sforzo maggiore di responsabilità. Le protezioni esistono ed è un dovere dei lavoratori usarle con scrupolo e attenzione. Oggi, con la netta trasformazione delle dinamiche lavorative, capita sempre più che chi si approccia a un qualsiasi nuovo tipo di lavoro lo faccia in età molto adulta. Questi sono i lavoratori più a rischio perché devono apprendere delle nuove nozioni sulla sicurezza in un’età decisamente insolita». Ma, all’evenienza, come dobbiamo comportarci di fronte a un infortunio sul lavoro? A spiegare il giusto modo di agire è stata Lara Selmi, operatrice infermieristica della centrale del 118. In sala è stata simulata un’operazione di soccorso, che le ha consentito di affermare: «Di fronte a un simile evento, chi chiama i soccorsi deve attenersi a tutte le prescrizioni che gli vengono ordinate. Deve poi rispondere a tutte le nostre domande, non interrompendo mai la comunicazione. Il panico e il nervosismo non aiutano certo la vittima e possono disorientare i soccorritori». Sono poi stati consegnati riconoscimenti ai familiari di alcune vittime sul lavoro come per esempio Andrea Parenti morto l’anno scorso.
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