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Montecatini, Italia Viva chiede le primarie ma il Pd ancora non si sbilancia

Il consiglio comunale
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Entrambi favorevoli al fronte unico ma il candidato non c’è

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MONTECATINI. Italia Viva si indirizza verso il percorso delle primarie di coalizione per individuare il miglior candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2024 ma, per poterle eventualmente effettuare, chiede l’effettiva formazione di un fronte comune, come afferma il coordinatore per la Valdinievole Andrea Rastelli: «A Montecatini occorre la creazione di un fronte comune, indipendente dalle divisioni regionali e nazionali tra i partiti, capace di produrre una candidatura unitaria. Ovviamente, non ci sono primarie senza il fronte e le primarie non sono l’unica possibilità per arrivare al candidato condiviso. Tuttavia, sono uno strumento per discutere e approfondire, farsi conoscere e apprezzare, ma anche valutare sulla base di un reale consenso di base».

La sortita di Italia Viva, forte in consiglio comunale di due consiglieri, va quindi a inserirsi nel dibattito politico interno al centrosinistra che, a pochi mesi dalle elezioni, non ha ancora individuato il candidato da opporre al sindaco uscente Luca Baroncini. Dopo la discesa in campo a fine agosto dell’avvocato Claudio Del Rosso, indicato dal centrosinistra come uno dei “petali” di un’ipotetica rosa di candidati a sindaco su cui intavolare un confronto, ecco che ieri la rosa di petali ne ha fatto cadere un altro. Si tratta di Franco Arizzi, amministratore unico delle terme di Montecatini dal 1998 al 2000 che, pur non candidandosi ufficialmente, si è comunque messo a disposizione di un’eventuale coalizione di centrosinistra che vorrà formarsi. Per chiarire la sua posizione, Italia Viva ha quindi deciso di porre dei paletti a questa discussione, come fa notare ancora Andrea Rastelli. «Con senso di responsabilità, abbiamo assistito senza mai reagire, ad articoli, incontri, prese di posizione, di esponenti politici che, in modo diretto o indiretto hanno fatto riferimento anche al nostro partito politico. Si fa un gran parlare di nomi, ma troppo poco del progetto cui ripartire. Baroncini, con la sua giunta “peggiore di sempre” ha fallito. Da dove ripartire? Da un’idea di città innovativa e coerente con le proposte presentate dai nostri consiglieri comunali nel corso del loro mandato, fra cui una pineta più viva e bella, allargata al parco della Torretta. Una città giardino non può tuttavia definirsi tale se invasa dalle auto a tutte le ore del giorno e della notte. Quindi su questo punto occorre una regolamentazione». «Sul fronte della cultura – spiega - con la palazzina regia protagonista del rilancio turistico, proponiamo la valorizzazione dei “gioielli di famiglia” più preziosi, come il palazzo comunale, lo stabilimento Excelsior, il Tettuccio e l’accademia Scalabrino. I luoghi iconici dovranno essere legati in un unico percorso. Infine una politica abitativa basata sul recupero del patrimonio esistente e non su nuove costruzioni». Il segretario cittadino del Pd Moreno Mencarelli e il consigliere comunale Ennio Rucco, di fronte alla presa di posizione di Italia Viva, affermano all’unisono: «Noi chiediamo un fronte unico con un candidato autorevole». Ma di primarie non parlano.

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