Gioco
Addio a Piero Trinci, uno dei re del vino sul Montalbano
Ha fondato l’omonima azienda di Mastromarco
LAMPORECCHIO. Se ne è andato nel sonno a 83 anni nella sua fattoria di Mastromarco Piero Trinci, uno dei viticoltori e non solo più importanti e conosciuti del Montalbano. Per anni colonna portante dell'azienda agricola di famiglia, che oggi ha un'estensione di oltre 80 ettari, Piero aveva da un po' di tempo ceduto la guida dell'attività al figlio Pietro, che oggi si trova a gestire una delle aziende agricole più moderne e meccanizzate della provincia.
L'azienda agricola Trinci è ad oggi il principale socio conferitore della Cantina sociale Chianti Montalbano di Larciano e la sua produzione viene valutata dagli enologi di ottima qualità, sia per la qualità delle uve che per la perizia nelle tecniche di coltivazione. Piero ha vissuto intensamente la sua vita di agricoltore ma non ha disdegnato durante la sua esistenza, altre esperienze lavorative, coltivando anche passioni coinvolgenti come il canto. Di lui con la voce rotta dall'emozione parla il figlio Pietro che, pur affranto dalla morte del padre, ravvisa come lo stesso genitore in più di un'occasione si era augurato un simile addio: «Mio padre sperava tanto di congedarsi così da questo mondo e, alla fine, è stato accontentato. Fino all'ultimo ha seguito il reparto zootecnico della nostra azienda, pensando a curare i nostri polli, i maiali, i conigli, i vitelli e l'asino. Faceva tutto con infinito amore e non avvertiva mai la fatica. Ieri sera (martedì, ndr) dopo cena, ha assistito alla partita dell'Inter, poi è andato a dormire, per addormentarsi in un sonno eterno».
Piero Trinci, pur essendosi affermato come uno dei viticoltori più importanti della nostra zona, nella sua esistenza si è dedicato anche ad altre attività, alcune legate all'universo agricolo, altre totalmente estranee, come afferma il figlio Pietro: «Mio padre era una persona versatile e coraggiosa, che non aveva timore di esplorare campi a lui ignoti. Da giovane aveva una forte passione per il canto, che lo portò anche a calcare molti palcoscenici della zona, fra cui quello del Dopolavoro di Vinci e delle feste paesane. Era un ragazzo di bellissimo aspetto, come lo erano i componenti del suo complesso. Quando però si rese conto che il canto sarebbe stato solo una piacevole parentesi della sua vita, si buttò a capofitto nel lavoro, costruendosi una famiglia con Rossana Giraldi, la sua fidanzata di allora che poi sarebbe diventata mia mamma e di mio fratello Ettore». All'epoca la famiglia Trinci, che si era installata a Mastromarco dal primo Novecento, si muoveva su tre attività: all'azienda agricola si sommava un'attività di mediazione immobiliare e un'altra di macellazione, come spiega ancora il figlio Pietro: «Nel 1995 fu deciso in famiglia di scindere le varie attività. I rapporti familiari restarono però ottimi e mio padre non disdegnava mai di aiutare il fratello nella macelleria. Erano uomini di altri tempi, a cui la fatica non faceva paura». Oggi alle 14,30 chi vorrà potrà recarsi alla chiesa parrocchiale di Mastromarco per l'ultimo saluto a Piero, il cui feretro riposerà nel cimitero locale.
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