Pescia, Centro per i rimpatri a Veneri: il ministero sta valutando
Contrario il sindaco, così il viceprefetto: «Nessuna decisione presa»
PESCIA. È tornata a circolare, in queste ore, la notizia circa la probabile realizzazione del Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) a Pescia.
Nonostante la contrarietà espressa dal presidente della Regione Eugenio Giani, il governo Meloni intende costruire un centro per rimpatri in ogni regione. Ad oggi sono 12 le regioni che ne sono sprovviste e tra queste c’è la Toscana. Già da diversi mesi, l'ex carcere di Veneri, a Pescia, sembra essere un’ipotesi che il ministero sta prendendo in considerazione. A confermarlo è il viceprefetto Francesco Paolo Ramunni. «Stanno valutando - dice – ma nessuna decisione è stata presa per ora».
Intanto l’amministrazione comunale si è dichiarata fortemente contraria a tale possibilità e il sindaco Riccardo Franchi ha promesso che agirà su tutti i fronti possibili di opposizione a quelli che ha definito “lager autorizzati”.
«Questi centri sono inadeguati infrastrutturalmente e rischiano di trasformarsi in delle vere e proprie bombe sociali – ha sottolineato Franchi - poiché non offrono garanzie sul rispetto e sulla dignità delle persone ospitate con gravi ripercussioni anche sociali nei comuni che ospitano questi centri. Come amministrazione comunale non faremo sconti e ci opporremo con tutte le nostre forze alla realizzazione di questo ed altri tipi di centri all’interno della nostra città coinvolgendo tutti i cittadini nella nostra battaglia, differentemente da quanto fatto da chi ci ha preceduto quando è stata data la notizia la prima volta». Il primo cittadino aveva espresso con forza la sua posizione già nel corso della campagna elettorale, quando la faccenda del Cpr era venuta fuori per la prima volta, insieme alla notizia di trattative già avviate tra la precedente amministrazione Giurlani e la prefettura. Lo scorso gennaio la prefettura di Firenze, insieme ad alcuni tecnici del ministero avrebbero svolto dei sopralluoghi nell'ex carcere di Veneri, ma da allora non è stato dato alcun feedback. Resta da accertare anche l'adeguatezza dell'immobile candidato ad ospitare il Cpr. La struttura, realizzata nel 1986 e mai utilizzata, dalla fine degli anni 90 è di proprietà del Comune. Grazie ad un recente investimento di 140 mila euro, una parte dell'ex penitenziario è stata recuperata ed è attualmente adibita a magazzino comunale, ad ogni modo nelle condizioni in cui versa attualmente non risulta immediatamente utilizzabile. Franchi, infine, ha voluto ricordare che i migranti trattenuti, dopo 18 mesi e senza alcun accordo di rimpatrio, diventeranno di fatto, immigrati irregolari «e noi - conclude - abbiamo il dovere di impedire questa situazione». La notizia ha iniziato a circolare anche sui social, dove si sono moltiplicati in queste ore i commenti, tutti concordi nel ritenere che una decisione del genere contribuirebbe a squalificare la qualità della vita e scoraggiare investimenti e interventi di riqualificazione attesi da anni. l
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