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Don Stefano e don Gianni ai saluti dopo vent’anni nelle parrocchie del Castellare e Monsummano

Don Stefano e don Gianni ai saluti dopo vent’anni nelle parrocchie del Castellare e Monsummano

Sono anche altri i trasferimenti di sacerdoti decisi dal vescovo

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PESCIA. Tante persone domenica sera 10 settembre al ristorante La Filanda, per la cena di saluto e ringraziamento a don Stefano Salucci, ormai ex parroco della chiesa di Santa Maria Assunta in Castellare. E sempre domenica 10 numerosi i parrocchiani presenti al momento del commiato dalla Basilica della Fontenova a Monsummano di don Gianni Di Peppo. I due sacerdoti lasciano le rispettive parrocchie dopo ben venti anni.

Quelli di don Stefano e don Gianni sono sicuramente gli avvicendamenti più significativi di queste settimane all’interno della Diocesi di Pescia, con il vescovo monsignor Roberto Filippini che ha guidato l’avvio di questi trasferimenti. Don Gianni andrà nella chiesa di San Pietro a Montecatini Alto (l’ingresso domenica 24 settembre alle 11); mentre don Stefano prende il suo posto alla Fontenova (domenica 1 ottobre alle 18,30).

Cambiano zona di riferimento anche altre guide spirituali del nostro territorio. La chiesa del Castellare sarà affidata a padre Lorenzo Frattini (l’ingresso sabato 16 settembre alle 18); don Bernardino Barga domenica 17 settembre alle 16,30 si insedierà alla chiesa di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano; mentre domenica scorsa sono entrati come co-parroci dell’unità pastorale di nuova istituzione che fa riferimento alla Cattedrale di Pescia, alle chiese di Santo Stefano e San Michele, il canonico don Mario Avella e don Valerio Mugnaini.

«Ho chiesto di lasciare l’incarico alla Basilica di Monsummano per la mia età, era diventato un impegno troppo gravoso una parrocchia così grande – ha detto don Gianni – c’era il rischio di tralasciare qualche impegno importante. Meglio che al mio posto subentri un prete più giovane. Il mio impegno pastorale comunque prosegue nella più piccola parrocchia di Montecatini Alto». Così don Stefano nella lettera di saluto ai parrocchiani del Castellare: «Questi anni mi sono sembrati brevi, tanta l’intensità con la quale li abbiamo vissuti. Dico “li abbiamo” perché è stato un tempo di cammino fatto assieme e un tempo di reciproca conversione. Sono altresì consapevole di dover chiedere perdono di molte cose, soprattutto di tante “uscite” sopra le righe, dovute all’irruenza del mio temperamento. Grazie per la vostra vicinanza, pazienza, per il vostro fattivo aiuto, per la preghiera, per la carità che mi avete usato. Accettare la proposta di andarmene mi è costato più di quanto avessi preventivato: ma, sinceramente, preferisco soffrire per avervi amato che non soffrire affatto per non averci provato. Adesso sento di andarmene via migliore di come sono arrivato, sia come prete che come uomo, e di questo non posso che ringraziare voi e il Signore, che ha guidato il nostro cammino insieme».

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