Pescia, «il Palio va ripensato e arricchito. Diventi una vera festa medievale»
Il dibattito scatenato dal rionale Melosi dopo il flop di pubblico domenica 3 settembre
PESCIA. Il Palio va ripensato. A esternarlo, in un post sulla sua pagina Facebook che nel giro di poche ore ha generato una pioggia di commenti, è stato il consigliere comunale di opposizione Giacomo Melosi, di Fratelli d’Italia. «Lo scrivo da rionale. Per me il Palio rappresenta l’evento più atteso dell’anno. Ma così non va», esordisce Melosi dando voce a quello che è un sentire comune, di cui tutti parlano durante la settimana del Palio e soprattutto la domenica in cui viene disputato (cinque giorni fa ha trionfato Ferraia), quando l’attesa di questa fiumana di partecipanti, soprattutto provenienti da fuori città si rivela solo una chimera e che ad aderire alla manifestazione sono solo pesciatini e tra l’altro non in massa come si vorrebbe (la piazza desolatamente vuota lo testimonia), fatta eccezione per i rionali ovviamente, che affollano come sempre le tribunette di piazza Mazzini.«Dovrebbero essere i giorni di maggior richiamo in città, rischiamo invece che rimanga un evento settario, partecipato solo da chi fa parte di un rione e da pochi altri - scrive Melosi - serve rivedere il programma, snellire il corteggio e soprattutto sburocratizzare l’organizzazione. Serve che dal Comune si assumano delle responsabilità. Sono anni che lo dico». Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia non è il fatto, da qualcuno fortemente criticato, di richiedere il pagamento di un biglietto a scoraggiare la partecipazione, quanto piuttosto la limitatezza di quanto viene offerto. «Una piazza vuota, dove nonostante il maxischermo i tiri li vedi male, con tre banchetti buttati là in mezzo, è desolante - afferma ancora Giacomo Melosi - e badate bene, non sono i tre euro di ingresso, ma l’offerta che viene data: se nel perimetro del centro le persone trovassero stand, semplici banchi di chicchi, negozi aperti, ne pagherebbe anche 5 di euro. Lo sforzo dei rioni e della Lega dei Rioni da solo non basta più. E credetemi quando vi dico che si fanno un mazzo tanto. Credo sia l’ora di mettersi davvero al tavolino e affrontare la questione seriamente, altrimenti continuando di questo passo, andrà a sparire». Dai commenti dei cittadini, ciò che appare chiaro è che nessuno vorrebbe snaturare il Palio, piuttosto "valorizzarne l’essenza", arricchendo l’offerta della giornata, trasformando la prima domenica di settembre in una vera festa medievale, funzionale ad attirare turisti e visitatori. Molti cittadini sono critici circa il fatto che l’evento non venga pubblicizzato all’esterno, ad esempio, forse se si promuovesse e associasse ad altre risorse presenti in città, come i musei o Pinocchio, l’evento risulterebbe partecipato come merita. Infine tutti concordano sull’impegno profuso dai rioni, che ogni anno da 46 anni è notevole, ma perché questo non risulti vano o autoreferenziale occorre una supervisione istituzionale, di carattere organizzativo in primis e soprattutto di promozione dell’evento più importante per la città.
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