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Pescia, la Ferraia conquista il suo 16° palio degli arcieri

di Maria Salerno
Pescia, la Ferraia conquista il suo 16° palio degli arcieri

Il rione giallorosso torna a vincere dopo un digiuno lungo dodici anni

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PESCIA. Ad aggiudicarsi la 46ª edizione del Palio degli Arcieri della Città di Pescia è il rione Ferraia. Uno, due, tre, quattro... Contano fino a sedici i ferraioli prima ancora di essere proclamati vincitori. La Ferraia è il rione che detiene il record di vittorie conquistate (ieri la sedicesima), ma era anche quello che non vinceva da più tempo. L’ultima volta nel 2011. Dopo 12 anni l’agognato cencio è tornato in casa giallorossa.

La vittoria giunge sofferta e non senza polemiche e contestazioni, con 530 punti a segno e 140 di scarto rispetto al secondo classificato San Michele, che arriva a 390. Terzo classificato il rione San Francesco, con 385 punti, e infine Santa Maria, con 300.

Ad animare la competizione, il clamoroso annullamento, durante la seconda volee, di tutti e tre i tiri di Giacomo Di Natale, arciere del rione San Francesco, reo, secondo le tifoserie avversarie, di avere esultato prima che gli arcieri degli altri rioni avessero tirato. Un’esultanza naturale, determinata dal fatto di avere colpito tutti e tre i bersagli, per un totale di 85 punti conquistati (poi annullati), ma non prevista dal regolamento.

“Disse il romano al peso: quel che è fatto è reso” recita un vecchio adagio, e il San Francesco a un certo punto contesta le manate alla parete che circonda la pedana di tiro che sfuggono all’intemperanza dei ferraioli, ma nessuno sembra farci caso (il regolamento non dice nulla a tal proposito) e la gara va avanti.

La rivalità tra tifoserie però è forte e dagli spalti non si fermano fischi e slogan acuminati come le punte delle frecce dei loro beniamini. A un certo punto qualcuno lancia anche dei fumogeni, che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine. Insomma, sarà anche vero che “San Giovanni non vuole inganni”, come dice qualcuno, ma la disfida è continuata vedendo prevalere nettamente i giallorossi. L’ultima volee è quella decisiva, un solo bersaglio di 10 centimetri di diametro e il rione Ferraia ne prende tre su quattro. «Ma è la mancanza di sportività che dispiace» commenta qualcuno del rione San Francesco. Perché il Palio, a Pescia, è una cosa seria, la rivalità tra rioni è realmente sentita, e nonostante la tifoseria del San Francesco abbia supportato la sua squadra intonando “il leone non si tocca” (un leone dorato in campo blu è lo stemma del rione) alla fine al leone, campione lo scorso anno, è toccato tornare a casa “ferito”.

Ma piazza Mazzini alla fine è un tripudio di colori e di gioia, tutti si stringono intorno ai vincitori. La gente è contenta, torna a casa commentando la gara, che da tanti è giudicata “fin troppo lunga”, “forse 4 volee di tiro sono un po’ esagerate, andrebbero ridotte di numero o quanto meno ridotti i tiri...”. Ma le campane suonano a festa e la vittoria di uno si trasforma nella vittoria di tutti, dei pesciatini, della loro storia che ogni anno rivive.

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