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Pescia, il futuro di Verallia appeso a un filo: a rischio ci sono 80 posti di lavoro
Il sindaco: incontri con residenti, Regione e azienda per definire l’ampliamento. L’azienda attende da mesi il via libera al suo progetto di creazione di una nuova linea produttiva
PESCIA. Si terrà probabilmente entro metà settembre l'incontro decisivo fra Comune di Pescia e i vertici aziendali della Verallia, la vetreria industriale delle Macchie di San Piero che attende da mesi il via libera al suo progetto di creazione di una nuova linea produttiva. Questa consentirebbe l'assunzione a tempo indeterminato di circa 80 nuovi operai, necessari per far funzionare appieno l'impianto. Attualmente questi lavoratori si stanno formando negli stabilimenti di Mantova e Savona, in virtù di contratti a tempo determinato. Volontà dell'azienda, condivisa peraltro dai sindacati, è quella di dirottare poi questi lavoratori nello stabilimento pesciatino, una volta che questo risulterà ampliato con un nuovo forno di fusione.
L'azienda, che produce vetro cavo per alimenti e che attualmente occupa a Macchie San Piero oltre 200 addetti, se messa alle strette, potrebbe addirittura tornare sui suoi passi, non rinnovando i contratti a tempo determinato. L'iter del progetto, iniziato con la precedente amministrazione, sta proseguendo con quella targata Pd guidata da Riccardo Franchi. Con il passare delle settimane, tuttavia, progressi se ne vedono pochi e, dai sindacati, iniziano a filtrare segnali di apprensione, come sottolinea Emiliano Silvestri, della segreteria Filctem Cgil di Prato e Pistoia. «Il progetto del nuovo forno ha subito una battuta d'arresto non adesso, con l'amministrazione Franchi, bensì nelle ultime settimane di quella Giurlani – spiega – ampliare un'azienda delle dimensioni di Verallia comporta una serie di passaggi tecnico-burocratici di notevole spessore e importanza che, almeno in una prima fase, sono stati solo promessi ma non realizzati».
Dopo la richiesta presentata in Comune, l'azienda iniziò a demolire alcune parti dello stabilimento, mettendo in allarme i residenti della zona. Una volta trapelata la notizia che l'azienda si avviava verso un ampliamento di grandi dimensioni, che avrebbe comportato stravolgimenti alla viabilità e la costruzione o l'implementazione di strutture invasive come nuove ciminiere, la popolazione del luogo alzò gli scudi contro questA eventualità. Verallia, quindi, anche di fronte ad atti formali da parte dei cittadini del luogo che miravano a bloccare i lavori, ha preferito premere momentaneamente sul freno, in attesa che la nuova amministrazione che sarebbe scaturita dalle elezioni del giugno scorso si fosse pronunciata sul da farsi. Interpellata, ha spiegato di non voler rilasciare dichiarazioni al momento. Adesso che il percorso elettorale si è concluso però, sono anche i sindacati a chiedere di uscire da questo stallo, come fa notare ancora Silvestri: «C'è in ballo il futuro di circa 80 lavoratori che, per inseguire il sogno di un posto di lavoro in una grande industria, hanno comunque rinunciato alle loro precedenti occupazioni, licenziandosi quando necessario da altri posti di lavoro. Attualmente questi lavoratori stanno investendo sul loro futuro con dei contratti a tempo determinato e magari a molti chilometri dalla loro abitazione. Occorre quindi che fra Comune e proprietà le difficoltà siano appianate seguendo sia l'opportuno percorso tecnico amministrativo che attraverso un percorso partecipato con la popolazione».
I residenti temono infatti che la nuova ciminiera, ben più alta della precedente, comporti un notevole aumento dei fumi di produzione. Altra garanzia che chiedono, riguarda la viabilità della zona che andrà profondamente modificata per assorbire al meglio il traffico commerciale destinato ad aumentare sensibilmente. Chiamato in causa, il sindaco Riccardo Franchi esprime infine quella che è la posizione ufficiale del Comune di Pescia: «Questa amministrazione ha immediatamente esaminato la questione Verallia per una sua corretta definizione privilegiando, ovviamente, gli aspetti relativi alla sicurezza ambientale dei lavoratori e degli abitanti del posto e dell'intera comunità. Ho avuto incontri con i residenti e avviata una procedura partecipativa che coinvolgerà tutta la cittadinanza. Ho poi attivato la conferenza dei servizi e intrapreso contatti, tuttora in corso, con la Regione e la proprietà per stabilire quali interventi realizzare per una regolare viabilità e piacevole fruibilità della zona circostante. È preminente di conseguenza l'interesse pubblico nel quale rientra anche l'aspetto occupazionale».
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