Gioco
La passione per i presepi e la voglia di far divertire la gente: ecco chi era Gerry Stefanelli
Tra telefonate e confidenze: i lati nascosti del manager che ha fatto la storia di Miss Toscana
Squilla il cellulare e compare il tuo nome. Mi giro intorno e mi assicuro che nessuno mi disturbi almeno per mezz’ora. So già che la nostra non sarà una chiacchierata di pochi minuti. Comincerà con un "Ascolta Simona..." e poi arriverà alle solite confidenze di lavoro. Alle risate nel ricordare le nostre goffe fughe da chi era convinto di avere in casa l’erede di Noemi Campbell. Un esercito di mamme che ti inseguivano e che riuscivi a calmare con la frase : "Decide la giuria".Per noi l’unico argomento che non era certamente contemplato riguardava la stanchezza e il dover desistere. Appesi a un sì oppure a un no di chi decideva di accogliere spettacoli o concorsi. Unico scopo quello di far divertire il pubblico. Perché alla fine quello che di sicuro ci accomunava, era la soddisfazione di quegli applausi finali, degli spettatori felici e contenti . E intanto gli anni sono passati, caro Gerry, anche se quelli come noi non hanno la consuetudine di contarli.
E quando aprivo la bacheca e vedevo una sfilza dei tuoi comunicati stampa mi ricordavo che Miss Italia, la tua Miss Italia, era ricominciata insieme all’estate. Un tuo complimento, a me che sono timida e poco avvezza a riceverli, mi è rimasto impresso. Avevi ricominciato a fare le selezioni delle ragazze dopo il fermo del Covid nel tuo Don Carlos, e io per una volta non avevo preso proprio in considerazione il tuo comunicato stampa, ma avevo deciso di fare uno di quei pezzi di cronaca e colore. Mi immaginavo le candidate, tutte con la mascherina, con il volto coperto, e soprattutto pensavo a te, scopritore di bellezze, impegnato per una volta alla ricerca delle più belle senza poter vedere i volti.
Ti pensavo come un rabdomante che cerca la sorgente in un deserto. Sicura che avresti portato a casa il risultato, come sempre. E quanto ci avevo messo, un Natale di qualche anno fa, a convincerti per fare un pezzo sulla tua passione dei presepi. Prima titubante, poi fiero di quello strano hobby. Avevi persino cercato di spiegarmi come riuscivi a farli e io ti avevo detto una bugia quando con sicurezza avevo affermato di aver capito tutto. La promessa era stata di assistere a una tua creazione. L’ultima tua chiamata pochi giorni fa. "Ci sono due gemelle di Montecatini - mi hai detto - fai un bel pezzo". Ti ho detto di sì, ma era un’altra bugia. Una collega lo avrebbe fatto per me, per te, per il concorso, per la tua Miss Italia, sì Gerry, perché un bel pezzo di quella storia è tutto merito tuo.
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