Lutto
Pescia, cresce il fronte del no alle auto nella storica piazza Mazzini
Tra le proposte nuove tariffe per i parcheggi ospedalieri inutilizzati
PESCIA. Piazza aperta o piazza chiusa? La questione relativa alla possibilità di pedonalizzare piazza Mazzini e quindi chiuderla alle macchine è tra quelle maggiormente dibattute, sui social e non solo. Segno che si tratta di una tematica molto sentita dalla cittadinanza, tanto più che è considerata una sorta di “chiave di volta” dello sviluppo turistico e commerciale del territorio.
Il dibattito ciclicamente torna ad infiammare gli animi, come in questi giorni, ma le posizioni sembrano essere nettamente polarizzate: da un lato ci sono i favorevoli alla chiusura, senza se e senza ma, perché in essa viene identificata la possibilità di tornare a far vivere il centro storico restituendo alla piazza quella funzione di “agorà” che le è propria. Dall’altra vi sono i convinti assertori che alla chiusura della piazza corrisponderebbe la morte del commercio, già compromesso dalla crisi. Come uscire da questa impasse? Lo abbiamo chiesto all’assessore Luca Tridente, che riunisce nella sua persona le deleghe al commercio, allo sviluppo economico, al turismo e alla mobilità. «Si tratta di un tema troppo importante perché la decisione venga presa dall’alto, dall’amministrazione – spiega Tridente – così come abbiamo annunciato in campagna elettorale occorre creare un percorso condiviso coi cittadini e i commercianti. A dover essere ripensata non è solo l’organizzazione della piazza, ma l’intero centro e non può essere fatto se non attraverso un processo di concertazione».
Una cosa è certa, qualunque sia la decisione da prende non può essere presa in tempi brevi «perché anche se volessimo pedonalizzare la piazza, prima di farlo devono essere create le condizioni per farlo». Il riferimento è ai parcheggi, altra annosa questione pesciatina. Attualmente la piazza Mazzini ne ospita circa 200. Non è un caso che i sostenitori della chiusura usino, tra le proprie argomentazioni, quella che una piazza storica, lunghissima, dalla insolita forma rettangolare, sulla quale si affacciano edifici di varie epoche e stili non possa essere trattata alla stregua di un parcheggio. C’è chi propone di rinegoziare con la Pepar le tariffe di quei parcheggi ospedalieri, già pronti e praticamente inutilizzati. Soluzione apparentemente più semplice di quella che ne vorrebbe creare di nuovi dalle ceneri della ex Del Magro. Ma con la Pepar esiste ad oggi un contenzioso, di cui è difficile al momento intravedere la fine e anche la costruzione di nuovi parcheggi alla ex Del Magro non sembrerebbe poi così immediata. E quindi? Non resta che sedersi intorno a un tavolo e valutare ipotesi (tra queste una chiusura parziale o in certi periodi) con tutti i portatori d’interesse. «Non si tratta solo dei commercianti – specifica Tridente – ma anche delle opposizioni, che andranno necessariamente coinvolte in questa scelta trattandosi di una decisione di grande responsabilità».
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