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Traversagna, settantenne aggredito in un bar da uno sconosciuto: «Lesioni all’occhio e naso rotto»

di Lorenzo Carducci
Il parco simbolo della frazione di Traversagna, luogo dell’altra aggressione
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Il parco simbolo della frazione di Traversagna, luogo dell’altra aggressione

Secondo episodio di violenza in poche settimane a Traversagna

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MASSA E COZZILE. Era in un bar a Traversagna e stava chiacchierando a voce alta con un conoscente sull’uso eccessivo del cellulare, di quanto la tendenza sia sempre più conclamata, specialmente tra i giovani, con risvolti pericolosi come gli incidenti stradali dovuti a distrazioni da messaggini o social, vedi il tamponamento verificatosi qualche giorno prima a Margine Coperta.

Una conversazione apparentemente normalissima, ma costata ad un 73enne la «frattura dell’orbita oculare sinistra e della cavità nasale» con una prognosi di 30 giorni da referto del pronto soccorso di Pescia. Lesioni che sarebbero state provocate da un altro frequentatore del bar seduto lì nei pressi, sui 55 anni, il quale, benché estraneo alla conversazione, sentendosi evidentemente tirato in ballo in discorsi non di suo gradimento e complice forse un’antipatia, avrebbe scagliato con forza il proprio telefonino sul volto dell’anziano. Mira e potenza che avrebbero spaccato a quest’ultimo gli occhiali, con un pezzetto dell’asta finito nell’occhio.

Un gesto difficile da comprendere, a cui avrebbero assistito come testimoni oculari diverse persone che si trovavano nel locale intorno alle 12 di qualche giorno fa. Che le conseguenze non fossero di poco conto lo si è capito fin da subito, quando l’occhio e il naso dell’aggredito – soccorso dai presenti e dal gestore del bar – si sono gonfiati causando dolore e una forte riduzione della vista, mentre l’aggressore è scappato dopo aver raccolto l’oggetto personale usato come arma contundente.

«Era da chiamare immediatamente l’ambulanza – dice la compagna – non so come abbia fatto a tornare a casa da solo. Era molto impaurito, siamo corsi al pronto soccorso e abbiamo scoperto della frattura, ma si vedeva che non era una piccolezza. Ancora non gli è tornata del tutto la vista dall’occhio sinistro, può guidare solo nelle strade che conosce bene e la notte non riesce a dormire. Adesso aspettiamo l’esito della tac alla testa».

La coppia, che preferisce rimanere in anonimato, ha sporto querela il giorno seguente al fatto, e col proprio avvocato si riserva di valutare eventuali azioni in sede civile. «Questa persona non ha mai chiesto scusa né si è fatto vedere – aggiunge la donna – ma ha mandato dei conoscenti a chiedere di ritirare la denuncia. Noi vogliamo essere lasciati in pace, abbiamo paura e mio marito al bar non ci va più. Se il suo tonodava fastidio, l’altro avrebbe dovuto farglielo presente con modi civili e appropriati e non tirargli un cellulare in faccia. È giusto che le persone paghino le conseguenze delle proprie azioni».

Si tratta del secondo episodio di violenza accaduto in poche settimane nella frazione di Traversagna, dopo quello della sera del 24 luglio alla pista di pattinaggio del giardino pubblico “StefanellI”. In quel caso, un padre di 38 anni con famiglia al seguito ha querelato un tredicenne per aver subito da lui tre pugni in testa rimediando un trauma cranico, al termine di una lite per gli schiamazzi del gruppo con cui si trovava il giovane. Quest’ultimo, a sua volta, è finito anche lui al pronto soccorso in codice giallo lamentando di esser stato colpito da una bicicletta lanciatagli addosso dall’adulto.

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