Lutto
Massa e Cozzile, aggressione al parco del Gusci: «Un ragazzino mi ha preso a pugni»
La querela sporta da un padre di 38 anni nei confronti di un tredicenne
MASSA E COZZILE. «Ho saputo da alcuni frequentatori del parco che il padre del ragazzo che mi ha picchiato, il giorno seguente alla lite, cercava sia me che mia moglie all’interno del parco con un grosso coltello in tasca». Un particolare inquietante, quello riportato nella querela sporta ai carabinieri da un 38enne padre di famiglia, che nella serata di lunedì 24 luglio alla pista di pattinaggio del giardino pubblico “Stefanelli” a Traversagna (o “Gusci”), ha avuto un diverbio con un gruppo di ragazzini di 13-14 intenti in schiamazzi e comportamenti sopra le righe, degenerato in una colluttazione con uno di questi.
Adolescente che quella sera è finito al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia in codice giallo, lamentando di essere stato colpito dalla bicicletta di uno dei compagni della “gang” scagliata verso di lui dall’adulto. Ma la versione di quest’ultimo, che al parco si era recato con la moglie e la figlia, dice altro. A partire dal trauma cranico, seppur apparentemente non grave, refertato dal pronto soccorso di Pescia intorno alla mezzanotte di quella stessa sera, a causa dei pugni in testa che l’uomo avrebbe subito dal ragazzino, accusando notevole gonfiore. «All’interno della pista di pattinaggio vi erano vari ragazzini che correvano in bici zigzagando e impennando – dice il padre di famiglia – . Oltre a impedire ai bambini piccoli di giocare, avevano una cassa portatile a tutto volume con musica parecchio volgare».
Una situazione che avrebbe spinto sua moglie a chiedere loro di moderare il volume, per ricevere in tutta risposta «per circa 10 minuti insulti e molestie di due ragazzi». Al che decide di intervenire il compagno, chiedendo «all’unico ragazzo molesto che era rimasto di smetterla altrimenti gli avrei rotto la bicicletta, e lui: “Guarda che ne ho picchiati anche più grossi di te”». Una frase dopo la quale il 38enne dice di aver chiamato le forze dell’ordine, tuttavia sprovviste di pattuglie da mandare sul posto. «Nel frattempo il giovane continuava a correre in bicicletta e sempre con musica alta ad offenderci e istigarci. A quel punto mia moglie lanciava una lattina aperta verso di lui per farlo desistere, senza colpirlo» continua la ricostruzione del querelante. Quando il giovane, presa la lattina da terra, l’avrebbe tirata sul viso della donna, il marito racconta di aver sceso la gradinata per poi «lanciare la bicicletta ai piedi del ragazzo, senza colpirlo». Ma questo, dopo aver dato un calcio alla bici per spostarla, «mi si avventava contro dandomi almeno tre pugni in testa. Dopodiché, dopo avermi strappato gli occhiali da vista colpendomi violentemente li piegava spaccandomeli».
La lite si è chiusa con l’arrivo dei carabinieri, chiamati sempre dall’adulto poi recatosi per accertamenti all’ospedale pesciatino. Ritenendosi vittima di lesioni personali, l’uomo ha sporto querela assistito dall’avvocato Gabrio Bagnoli del foro di Firenze.
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